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Prestiti per tutti anche protestati o senza requisiti grazie al fondo della Chiesa Cattolica

Rinnovato il fondo promosso dalla Cei. Cosa cambia



Torna il Prestito della Speranza promosso dalla Cei, fondo destinato alle famiglie in difficoltà promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, già lanciato l'anno scorso in collaborazione con l'Associazione Bancaria Italia (Abi) ma senza troppo successo per i troppo rigidi i criteri di assegnazione.

Così sono stati rivisti, resi meno rigidi e con più fondi a disposizione. Nel 2010, la Cei aveva messo a disposizione 15 milioni di euro per aiutare i nuclei familiari monoreddito travolti dalla crisi economica, ma le domande esaminate sono state solo 700 e quelle a cui è stato effettivamente erogato il prestito solo 150 in tutta Italia.

Oggi qualcosa cambia. Innanzitutto, è stato eliminato il criterio dei tre figli: potranno fare richiesta del sostegno tutte le famiglie con o senza prole che si trovino in difficoltà economiche. Saranno accettati matrimoni canonici, concordatari o civili, o celebrati da un ministro di un’altra religione.

Apertura alle coppie divorziate se il prestito è richiesto dal coniuge che ha in carico i figli. Altra novità, la dotazione del fondo che quest’anno passerà da 15 a 30 milioni di euro con l’erogazione di non più di seimila euro a famiglia da restituire in massimo 60 mesi.

I beneficiari rimborseranno il finanziamento attraverso il pagamento periodico di rate, comprensive di capitale e interessi calcolati secondo un tasso fisso o variabile.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il