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Intercettazioni Berlusconi e ragazze: ricatti per soldi e posto in politica

Le ombre della nostra politca italiana



La politica italiana continua a macchiarsi di ombre. ‘Vogliamo soldi, case, incarichi’: le carte sul caso Ruby che vedono implicato il premier Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile, stanno sconvolgendo il Paese, stanno spogliando il presidente del Consiglio della credibilità che ha sempre voluto conquistarsi.

Niente più spazio alla politica questi giorni, una politica che cerca di spostare la sua attenzione verso una riforma fiscale di grande portata, ma che non ci riesce, perché non c’è politica più grande che osservare come i presidenti di Consiglio e Camera siano sotto scacco.

L’illegalità e lo scandalo la fanno da padrone e si scopre, sempre più approfonditamente, che il premier frequenta e fa sesso con una prostituta minorenne, che manipola le indagini, che corrompe i testimoni, che cerca di liberare una sua amica (Maristella Polanco) da un affare di droga e che il giorno dopo le perquisizioni avvenute lo scorso 14 gennaio convoca tutte le ragazze 'nell’incriminata e scandalosa' villa di Arcore, alla presenza dei suoi avvocati, per ‘istruirle’ su cosa dire ai Pm incaricati delle indagini.

Le intercettazioni della consigliera regionale, Nicole Minetti, del resto parlano chiaro: nonostante lei abbia cercato di difendersi, sostenendo di aver insultato il premier in momenti di rabbia, dalle sue telefonate sono emersi ben chiari i ‘malaffari’ in cui è implicato il premier, Emilio Fede dice che “C'è da mettersi le mani nei capelli, tre telefoni dell'entourage sono sotto controllo, ma meno male che ho trovato io una strada”.

Quale strada? E, soprattutto, esiste una strada per uscire da questa situazione davvero inclassificabile per vertici della politica, dell’informazione italiana? Le parole di Nicole svelano come Silvio Berlusconi menta senza pudore e ritraggono un uomo che ha perso il controllo di se stesso. Negli appartamenti di via dell’Olgettina ci sono buste con sopra segnati numeri, 5 (cinquemila), 10 (diecimila), tutte banconote viola da 500; c’è chi vuole ottenere un incarico pubblico, una responsabilità nel Pdl, un seggio parlamentare, addirittura un ministero, “In fondo, discutono tra loro Barbara Faggioli e Nicole Minetti, “non è stato così anche per Mara (Carfagna)?”.

Sul tema si confronta al telefono con la Faggioli, nell'agosto dello scorso anno: “Quando ho parlato con lui (probabilmente il presidente) a me ha detto, l'ultima volta che mi ha chiamato e mi aveva chiamato per far farmi i complimenti perché tutti gli dicevano che ero bravissima e tutte ste cose, ha detto: oh, mi raccomando eh! Cioè, allora, sei dei miei, di qua di là”. Faggioli: “Sì, anche a me l'ha detto, ma non pensare. Anche a me me l'ha detto davanti alla Rosi, a Maria Rosaria Rossi. “Ma stai scherzando?”.

Minetti: “Cosa?”. Faggioli: “Prima di diventare Ministro è stata un anno in Parlamento amore!”. Minetti: “Certo, un anno”. Poi le due amiche discutono sull'alternativa tra fare politica a Roma o a Milano, che significherebbe una differenza di duemila euro in più come stipendio. Minetti: “Sai che io non ci andrei a Roma?”. Faggioli: “Noo?”. Minetti: “No!, Io sto troppo bene lì a Milano! Ba, chi cazzo me lo fa fare? Pensaci. Alla fine guadagnerei uguale, perché guadagni duemila euro in più. Chi se ne frega per duemila euro. Io me ne sto lì dove sono. C'ho la mia casa, la mia palestra, c'ho il mio fidanzato. Figurati!”.

La Faggioli, invece, dovrebbe salutare Milano: “Le regionali son tra cinque anni. E non penso che hooo... che, che ho la voglia di aspettare. O no? Cinque anni! A trent'anni. Noo. No no no. Le parlamentari se devi farle o son tra due anni e mezzo, o sono adesso o sono di nuovo tra cinque anni per me. Quindi io devo sperare di entrare o adesso o tra due anni e mezzo. No? Capito?”. Parole chiare, che magari ognuno di noi già conosceva.

Ma come si arriva ad offrire su un piatto d’argento la propria vita privata resa un pubblico affare e fare degli obblighi e degli incarichi pubblici una convenienza privata. E’ questo ciò che più intacca la dignità di una persona, non solo uomo ma anche, e soprattutto, rappresentante di un popolo che, giorno dopo giorno, sottostà a modelli che non lo dipingono per quello che effettivamente è. O forse si.

Le ombre sulla nostra politica crescono. E immancabile arriva lei: la droga, tipica cornice di un quadro a tinte fosche in cui si mescolano colori che spesso non definiscono la chiarezza di un disegno.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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