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Federalismo fiscale e tasse 2011: cambiamenti e novità.

Le tasse del nuovo federalismo fiscale



“La riforma del federalismo fiscale si farà entro questa legislatura e sarà effettiva entro la prossima, dal 2013 al 2014”: ad assicurarlo è il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che spiega: “Abbiamo bisogno della crescita come il pane e perciò bisogna che questo Governo duri. Senza crescita non si fa competizione e non si crea occupazione ed è alla crescita che dovremo dedicare la seconda parte della legislatura. Riforma fiscale vuol dire semplificazione, passaggio della tassazione dalle persone alle cose, cioé se uno compra paga in quel momento e non solo perché esiste”.

Ma cosa cambierà con l’avvento del nuovo federalismo fiscale? Innanzitutto aumenteranno le tasse per le imprese proprietarie di immobili strumentali, e l'Imposta Municipale Unica (IMU) che sostituirà l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) sarà più costosa, per garantire un minimo di entrate anche a quei Comuni che altrimenti sarebbero penalizzati dal federalismo.

 L'IMU, inoltre, non sarà deducibile, almeno secondo il testo al vaglio della bicamerale, e, a dispetto delle imprese, a beneficiare della nuova Imu saranno i proprietari di seconde case, che pagheranno meno. Con il nuovo meccanismo, i Comuni avranno la possibilità di aumentare la pressione fiscale sulle imprese, mentre prima era d'obbligo la riduzione alla metà dell'IMU per gli immobili produttivi delle imprese o dati in locazione.

L'aliquota di riferimento passa dal 6,4 per mille, cioè la media dell'Ici ordinaria attuale, al 7,6 per mille fissato dal decreto per la nuova imposta municipale. Il rincaro medio è del 18,75%, ma diventa più consistente dove l'Ici ordinaria è rimasta più bassa della media, come a Milano.

L'Imu potrebbe anche ridursi del 28% rispetto all'Ici media di oggi lì dove i conti locali lo consentiranno, ma negli altri casi gli aumenti potrebbero arrivare anche fino al 130%. Per le famiglie, il problema è l'addizionale Irpef:difficilmente tutti i comuni potranno portare al massimo l'aliquota, e l'autonomia fiscale potrebbe anche essere esercitata per abbassare le richieste ai contribuenti, anche se gli amministratori giurano che con i tagli (1,5 miliardi nel 2011, 2,5 l'anno dopo) l'impresa è impossibile.

Più libertà, invece, alle regioni, che dal 2013 potrebbero portare l'aliquota fino al 3 per mille, cioè il triplo della media attuale. Altra novità riguarderà la cedolare secca, che abbatterà il carico fiscale dei proprietari tanto più fortemente quanto più è alto il reddito dichiarato: una famiglia che dà in affitto un trilocale in città facendo pagare 1.250 euro al mese e denuncia 65mila euro di reddito, per esempio, risparmierà quasi 2.100 euro di Irpef, mentre allo scendere dei canoni e dei redditi dichiarati cala naturalmente anche lo sconto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il