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Reddito famiglie 2011 in calo: la prima volta dal 1995

Cala il reddito delle famiglie italiane: gli ultimi dati Istat



Cala notevolmente il reddito delle famiglie italiane. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2009, secondo si è registrato un calo del 2,7% del reddito disponibile, che ha così fatto segnare la prima flessione dal 1995.

La recessione ha portato a un progressivo ridursi del tasso di crescita del reddito disponibile nazionale, che nel 2006, cioé prima dell'esplosione della crisi finanziaria, aveva mostrato una crescita del 3,5%. La contrazione dei redditi da capitale, che ha maggiormente inciso sulla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie, ha toccato tutte le regioni, ma soprattutto per quelle Nord-occidentali.

A livello nazionale, nel 2009, il tasso di crescita di tali redditi ha raggiunto un valore molto negativo (-19,8%): il Nord-est ed il Nord-ovest mostrano cali molto forti (-22,7 e -20,3%), mentre il Mezzogiorno e il Centro registrano contrazioni più contenute (-16,1 e al -17,7%).

I redditi da lavoro dipendente sono la componente più rilevante nella formazione del reddito disponibile delle famiglie: nel 2009 è diminuito, rispetto al 2008, dello 0,7%, contro un tasso medio di crescita dei precedenti tre anni (2005-2008) del +4,1%. La contrazione dei redditi è stata più intensa nel Nord-ovest (-1,4%) e nel Mezzogiorno (-0,7%).

Le regioni centrali e nord-orientali, invece, hanno subito diminuzioni dei redditi da lavoro rispettivamente nulle, o poco significative (-0,3%), grazie alla più contenuta flessione dell'occupazione dipendente che ha caratterizzato tali aree.

Più colpite, dunque le regioni fortemente industrializzate, dove evidentemente hanno pesato molto la perdita dei posti di lavoro, la cassa integrazione da un lato, e la battuta d'arresto della distribuzione degli utili da parte delle imprese dall'altro. Mentre il Sud e il Centro hanno tenuto di più, forse perché buona parte dei redditi da lavoro deriva dalla Pubblica Amministrazione.

Infatti la riduzione del reddito disponibile delle famiglie italiane è stata del 4,1% nel Nord-Ovest, del 3,4% nel Nord-Est, dell'1,8% al Centro e dell'1,2% nel Mezzogiorno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il