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Bolla Internet e speculazione ritorna: Facebook e Groupon valgono più di Nike e Nokia

All’orizzonte la possibilità di una nuova bolla Internet: la situazione



Era l’inizio degli anni ’90 quando Internet muoveva i primi passi e da allora la crescita è stata la più rapida di qualunque altra innovazione tecnologica del passato. Negli ultimi quindici anni Internet ha superato molti ostacoli ed è stata protagonista di una delle più clamorose bolle speculative della recente storia finanziaria, quando si è verificato un vero e proprio assalto alle azioni delle imprese quotate in Borsa e in qualche modo legate alla rete, tutti spinti dall’illusione di facili guadagni e di crescite continue.

Ora, c’è chi vede all’orizzonte la possibilità di una nuova bolla. Il caso più clamoroso potrebbe essere quello di Facebook, piazza di incontro virtuale che conta già 50 milioni di aderenti, un fatturato pubblicitario di due miliardi di dollari, e un valore virtuale stimato in 50 miliardi di dollari, calcolato sulla base di alcuni scambi azionari avvenuti tra le banche d’affari.

Se il popolare social network ha attratto 500 milioni di persone a iscriversi, non sorprende che Goldman non abbia avuto problemi a trovare facoltosi clienti disposti a investirci almeno 2 milioni di dollari.

Insieme al social network più popolare del mondo, c’è anche Groupon, una dot.com, appena due anni di vita e un fatturato di 1 miliardo di dollari, valutata 15 miliardi di dollari, più della capitalizzazione di Borsa di Alcoa, una delle 30 aziende americane componenti dell’indice Dow Jones e leader mondiale nella produzione di alluminio con 21 miliardi di fatturato.

Facebook e Groupon, che sono stati valutati molto più di Nike e Nokia, e loro, insieme a Dmd e Quora sono solo tre esempi citati da chi inizia a lanciare l’allarme sul gonfiarsi di una nuova Bolla Internet.

Il Wall Street Journal ha commentato “Sembra che gli investitori in aziende tecnologiche stiano facendo festa come se fosse il 1999” e l’indice del Nasdaq, il mercato telematico dove sono scambiate le azioni della grande maggioranza delle Internet company, oggi è alla stessa quota (2.700-2.800 punti) di fine 1999, quando era nel mezzo del boom. L’entusiasmo degli investitori e dei giovani imprenditori del web è al massimo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il