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Contratti statali 2011: accordo su salario di produttività pubblica amministrazione. No della Cgil

La Cgil dice no all’accordo Cisl e Uil con il Governo sul salario di produttività. I motivi



La Cgil dice no all’accordo firmato da Cisl e Uil con il Governo sul salario di produttività. Per la leader Susanna Camuso, l'accordo “é una presa in giro dei lavoratori. Il governo ha inventato un testo che non affronta a nostro avviso i problemi urgenti come il blocco del rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie e l'emergenza precari e non affronta i problemi urgenti che abbiamo.

La Finanziaria taglia il 50% dei lavoratori precari della pubblica amministrazione. Non si fa la riforma dell'amministrazione con il taglio della contrattazione nazionale (bloccata fino al 2013, ndr). Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso di un governo un pò claudicante”.

Il testo presentato sul regime transitorio sugli aumenti salariali legati alla produttività nel pubblico impiego è stato, invece, considerato soddisfacente da Cisl e Uil. La Cgil ha dichiarato di non essere interessata se non si discute contemporaneamente degli altri problemi a partire dall'emergenza precari.

Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, l'accordo “salvaguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici interamente. Nessuno perderà un euro neanche con le pagelle. Le fasce di merito non si applicheranno ai salari attuali ma alle risorse aggiuntive. Questo è il significato di questo accordo”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il