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Fiat-Chrysler diventerà una società Usa. Governo chiede fabbriche e posti di lavoro in Italia

Fiat-Chrysler diventerà una società americana. E il futuro dell'Italia?



Arrivederci Fiat? Fiat-Chrysler diventerà una società americana, che avrà sede legale negli States e che sarà sottoposta alle leggi di quel paese. Nel frattempo, il governo convoca Marchionne, perché si teme che Torino, la città della Fiat e dell'auto italiana, diventi periferia di Detroit. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha precisato: “Non siamo preoccupati più di tanto”.

Marchionne proprio nel corso di una telefonata col ministro ha esposto il progetto dei quattro head-quarter o centri direzionali e progettuali mondiali (Detroit per l'America settentrionale, il Brasile per l'America meridionale, l'Italia per l'Europa, e uno asiatico per l'estremo oriente), senza evocare alcuna garanzia che il nuovo gruppo multinazionale continuerà ad avere la sua sede legale a Torino.

Tutt’altro, volgendo lo sguardo alla California ha detto che “La base della nuova società (frutto della fusione Fiat-Chrysler) potrebbe essere qui”. Inizia a profilarsi, dunque, molto concreta l’ipotesi del progetto Fiat americana, cosa di cui molti erano convinti sin dal principio di questa situazione.

Il problema che ora il governo deve affrontare è ottenere certezze sulla missioni non solo produttive ma anche direzionali e progettuali di Torino. Il governo chiede, infatti, che fabbriche e posti di lavori in Italia rimangono inalterate. Ma per vincolare Marchionne, il governo Berlusconi ha poche armi a disposizione: “Non ci sono soldi”, ripete il ministro Tremonti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il