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Stipendi dipendenti pubblici 2011 uguali al 2010: premi per merito scarsi o nulli

La nuova intesa sulla riforma Brunetta: cosa prevede



Gli stipendi del 2011 dei dipendi pubblici nel 2011 saranno uguali a quelli del 2010. E ciò significa che gli eventuali premi per merito sono stati scarsi o nulli proprio. Dopo i pareri opposti fra i segretari di Cgil e Cisl sul pubblico impiego, per cui Raffaele Bonanni, della Cisl, sottolinea che sono state difese le retribuzioni, mentre Susanna Camusso annuncia la mobilitazione della Cgil e un probabile referendum, si torna a parlare dell’intesa sulla riforma Brunetta.

Soddisfatti il ministro e il commissario straordinario dell’Aran, Antonio Naddeo, per l’accordo firmato il 4 febbraio scorso per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego.

La nuova intesa prevede, innanzitutto, che per non pregiudicare le attuali retribuzioni dei dipendenti pubblici a causa del blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali sono previsti premi di merito individuale finanziati con le risorse derivanti dal miglioramento organizzativo e di efficienza, mentre l’Aran sarà chiamata a stipulare un accordo quadro per la regolazione delle relazioni sindacali.

Questi i due punti cardine dell’intesa firmata il 4 febbraio scorso tra Governo e sindacati per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego, accordo non sottoscritto da molte sigle sindacali.

I motivi? Innanzitutto l'intesa pone una clausola di salvaguardia agli stipendi pubblici, per cui le retribuzioni complessive non possono diminuire rispetto al 2010, nemmeno per i dipendenti poco diligenti, per effetto dell'applicazione del sistema delle fasce di merito.

Esistono, tuttavia, dubbi sulla possibilità che i trattamenti economici possano pesare anche per i più meritevoli e nel caso in cui venisse superato questo ostacolo, l'intesa prevede che vi sarà solo il dividendo per l'efficienza a disposizione di chi si colloca nelle fasce alte di merito. In pratica, si guadagnerà molto poco, per cui valorizzazione del merito, in termini economici, viene resa proprio ai minimi termini. Inoltre, secondo l'intesa, l'Aran riacquista un ruolo nel quadro della contrattazione collettiva, dove si preveda un accordo quadro in tema di relazioni sindacali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il