Mutui ristrutturazioni casa 2011: tassa variabile o fisso? Regole e detrazioni

Ottenere un mutuo per ristrutturazione: la procedura



Ristrutturare casa: opera che molti sembrano gradire oggi. Ma come si fa e quale mutuo scegliere? Il 44% dei finanziamenti erogati per ristrutturare casa sono a tasso fisso, mentre solo il 35% degli ammortamenti è legato al tasso variabile, mentre la parte restante è legata a formule di ripianamento variabile.

A comunicare i dati è stata un'indagine condotta dal broker online Mutui.it, secondo cui chi richiede questo tipo di finanziamento è abbastanza giovane (in media 42 anni), si impegna con l'istituto creditore per più di 20 anni (22,5 il valore medio) e ottiene un finanziamento di 142.000 euro, pari a poco meno della metà del valore dell'immobile che intende ristrutturare (49,6%).

L'analisi ha anche evidenziato marcate differenze fra nord e sud, sia per le cifre richieste sia per la percentuale del valore finanziato. Inoltre, emerge che i finanziamenti più cospicui vengono richiesti nelle regioni settentrionali: prima fra tutte il Trentino Alto Adige (dove il mutuo medio concesso per la ristrutturazione ammonta a più di 183.000) seguita da Toscana (168.000) e Liguria (158.000).

La ristrutturazione o l'abbellimento della propria abitazione rappresenta non solo l'esecuzione di lavori per creare un luogo adatto a soddisfare i bisogni della propria famiglia, ma significa anche un importante impiego dei propri risparmi. La voce ristrutturazione comprende tutti gli interventi che riguardano un edificio in una sua parte o nella sua interezza, sia all'interno sia all'esterno.

Per chi volesse ottenere un mutuo per ristrutturare la propria abitazione è molto semplice: oltre ai soliti documenti da presentare per l'acquisto della casa occorre presentare per la manutenzione ordinaria, un preventivo di spesa redatto dall'impresa che effettuerà i lavori o da un professionista abilitato; per la manutenzione straordinaria, invece, è necessario, oltre al preventivo di spesa anche il progetto edilizio unito alla domanda di autorizzazione edilizia al Comune, o la denuncia di inizio attività, mentre per la ristrutturazione di grandi opere servono preventivo di spesa, la concessione edilizia e la ricevuta del versamento del contributo all'Amministrazione Comunale.

In caso di lavori di ristrutturazione è possibile detrarre (in 10 anni) dall'IRPEF lorda il 36% delle spese sostenute per i lavori di manutenzione ordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione e altre opere per sicurezza, risparmio energetico e rimozione delle barriere architettoniche. La detrazione può avvenire in 5 anni se il beneficiario ha più di 75 anni e in 3 se ha 80 anni. Ricordiamo che la Finanziaria 2008 ha prorogato l’agevolazione per gli anni 2008, 2009 e 2010, da applicare a lavori compiuti entro il 31 dicembre del singolo anno e su un ammontare complessivo di spesa non superiore ai 48.000 euro per ogni unità immobiliare, da ripartire tra gli eventuali beneficiari.

Se i lavori sono una prosecuzione di interventi cominciati l’anno precedente, occorre tener conto anche di quanto già speso nell’anno prima per determinare il limite massimo dei 48.000 euro.

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di Marianna Quatraro pubblicato il