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Dottorato di ricerca in Italia: blocco bandi nuovi incarichi e rinnovo assegni

Sospesi i bandi per i nuovi dottorati e bloccato il rinnovo degli assegni di ricerca. Come si può fare innovazione così?



E’ un titolo accademico post laurea, corrispondente al terzo ciclo dell'istruzione universitaria in molti paesi del mondo, che, introdotto nel sistema universitario italiano nel 1980, rappresenta il più alto grado di istruzione universitaria.

E’ il dottorato di ricerca che, oltre che finalizzato a fornire una preparazione avanzata nell'ambito della ricerca scientifica del settore cui fa riferimento, si propone innanzitutto di sviluppare nel dottorando di ricerca l'autonomia scientifica indispensabile per chi vuole intraprendere un'attività professionale di ricerca, in ambito accademico e no.

Una ricerca che nel nostro Paese sta diventando sempre più un calvario. Il motivo? Gli atenei hanno sospeso i bandi per i nuovi incarichi e bloccato il rinnovo degli assegni di ricerca. Nonostante le promesse del ministro del ministro dell’Istruzione Gelimini e le molte sollecitazioni provenienti anche dagli organi di stampa, gli atenei hanno sospeso i bandi per i nuovi dottorati e bloccato il rinnovo degli assegni di ricerca.

In attesa delle norme attuative della legge Gelmini, gli atenei non potranno programmare nulla, anche per i dottorati di ricerca. La legge 240 ha, infatti, annullato la possibilità di bandire il 50% dei posti di dottorato senza borsa e, in assenza di questo regolamento, le università e gli altri enti di ricerca non potranno bandire nuovi concorsi per dottorato.

Dopo, dunque, l’attuazione della riforma Gelmini, l’università italiana sta vivendo un vero e proprio momento di stallo, che non reca alcun beneficio né a coloro che fanno parte del mondo universitario, né alla ricerca, che contribuisce a mandare avanti processi di innovazione in un Paese e che fanno ora, invece, rimanere l’Italia sempre più indietro.

E, rispetto alla promessa fatta il 19 gennaio all'Adi (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani), il ministro Gelmini risulta inadempiente e ci si chiede ora che fine abbia fatto ‘l'apposito regolamento di imminente emanazione’ annunciato ai primi di febbraio come ‘'risposta ufficiale’ per venire incontro alle richieste di chiarimento e alle rivendicazioni di diritto da parte dei dottorandi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il