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Fisco Municipale: le novità

Le nuove norme del federalismo municipale



E’ stata approvata la parte del Federalismo municipale che fa parte del nuovo decreto sul Federalismo fiscale ed è stata anche approvata la proroga di 4 mesi della scadenza della delega sul federalismo fiscale.

Quali sono le novità che le nuove norme portano effettivamente? Dalla cedolare secca sui redditi degli affitti, allo sblocco delle addizionali Irpef, alla tassa di soggiorno sui turisti, alla tassa di scopo, alla lotta all’evasione ad altre novità, sono in tutto quattordici gli articoli del nuovo fisco municipale.

Si parte con il via alla cedolare secca sugli affitti, in vigore già da inizio 2011, novità che sostituisce l'attuale Irpef e imposta di registro, che riguarda i soli immobili affittati a uso abitativo ed è al 21% e al 19% per i canoni agevolati.

La convenienza a utilizzare la cedolare è soprattutto per chi ha redditi sopra i 15.000 euro e sopra i 28.000 euro per i canoni agevolati. Rimane comunque possibile continuare a tassare il reddito con l'Irpef.

Al posto dell’Ici arriva l’Imu al 7,6 per mille, a partire dal 2014. L’Imu, Imposta Municipale Propria, secondo l'opposizione rappresenterebbe una tassazione patrimoniale sugli immobili che penalizza le imprese.

In base alle norme sarà molto simile all'Ici e non si pagherà sulle prime case e assorbirà l'Irpef. Previsto anche uno sconto del 50% per le case affittate come abitazioni e si verserà in quattro rate. Non saranno soggetti all’Imu la Chiesa, scuole, hotel e oratori religiosi.

Arrivano poi la tassa di soggiorno e la tassa di scopo: la prima rappresenta una tassa sui turisti che consentirà ai Comuni di imporre una tassa di soggiorno di massimo 5 euro per notte a turista. Con la tassa di scopo, invece, i Comuni potranno imporre la tassa per finanziare opere pubbliche.

Arriva anche una tassa sui rifiuti, che prevede il pagamento sui metri quadrati, con la possibilità di sconti per chi vive da solo. Il Fisco municipale prevede anche lo sblocco dell’addizionale Irpef, per cui l'aumento non potrà superare lo 0,4%  e potrebbe anche scattare retroattivamente dal 2010, se la decisione entro il prossimo marzo.

Questa è una delle misure più criticate perché potrebbe comportare un aumento del prelievo fiscale; e la compartecipazione Iva e fondo perequativo. Due le due modifiche approvate: la prima prevede una compartecipazione all'Iva al consumo e non più la compartecipazione all'Irpef, e l’altra prevede che quote di altri tributi vengano devolute ai comuni per il 30% e serviranno anche ad alimentare un fondo perequativo per bilanciare eventuali squilibri fiscali. Si inaspriscono, inoltre, misure e sanzioni per chi non dichiara redditi da locazione. Metà dell'incasso andrà ai Comuni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il