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Non si può vietare la vendita di un prodotto online dalla stessa casa madre: regole ecommerce 2011

L'ecommerce cresce. La nuova sentenza della Corte



Non è possibile impedire la distribuzione online di un prodotto e nessuno può vincolarne la distribuzione ai soli negozi fisici, sarebbe, infatti, una pratica anticoncorrenziale, che andrebbe contro le normative della Comunità europea.

A stabilirlo è stata la Corte di Giustizia Europea che si è pronunciata nei confronti del gruppo Pierre Fabre Dermo-Cosmétique, società francese produttrice di cosmetici e che gestisce i marchi Avène, Klorane, Galénic e Ducray.

Al centro della controversia, una clausola secondo cui tutte le vendite dei prodotti della società francese dovrebbero essere effettuate in uno spazio fisico e con l'obbligatoria presenza di un laureato in farmacia, con la conseguente impossibilità da parte di qualsiasi rivenditore di offrire tali cosmetici via Internet.

Ma i prodotti cosmetici non fanno parte della categoria medicinali e possono, dunque, essere venduti anche fuori della rete farmaceutica. In merito alla questione specifica, la Corte si è così pronunciata: “Il rifiuto assoluto da parte di Pierre-Fabre di permettere ai distributori francesi di vendere i suoi prodotti su internet appare sproporzionato”, visto che non si tratta appunto in questo caso di prodotti farmaceutici.

La Corte stabilisce, dunque, che non si può vietare la commercializzazione online di un prodotto in assenza di requisiti specifici. Questo significa che l’ecommerce è arrivato ad occupare un posto di primaria importanza nel mondo commerciale in generale, tanto da non subire limitazioni senza motivazioni pesanti e reali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il