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Riforma della giustizia 2011: novità e cambiamenti nella proposta di legge Alfano

Arriva in Quirinale la proposta di legge sulla riforma della giustizia. I punti



Arriva in Quirinale la nuova proposta di legge sulla riforma della giustizia del ministro Alfano, che probabilmente non sarà accolto dal presidente Napolitano. Carriere separate di giudici e pm: i primi costituiscono un ordine autonomo e indipendente da ogni potere e sono soggetti soltanto alla legge, mentre i secondi sono un ufficio organizzato secondo le norme dell'ordinamento giudiziario che ne assicura l'indipendenza, con l'obbligo di esercitare l'azione penale ma secondo le modalità stabilite dalla legge: questi alcuni dei contenuti della bozza di riforma della giustizia.

Un pm, dunque, separato dal giudice, che quale apparterrà a un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere e sarà soggetto solo alla legge. Mentre il pm apparterrà a un ufficio di cui l'ordinamento giudiziario assicurerà l'indipendenza.

Il testo prevede, inoltre, che i Csm siano divisi in due, uno dei giudici e uno dei Pm, il primo presieduto dal Capo dello Stato, l'altro probabilmente dal Pg della Cassazione, che dovrebbe essere eletto da parte del Parlamento in seduta comune.

A capo del Csm dei pm, dunque, ci sarà il procuratore generale della Cassazione, che non sarà più eletto, come oggi, dallo stesso Csm, ma dal Parlamento, scelto tra i procuratori generali. E poi sicuramente in discussione i processi brevi.

Una novità ‘epocale’ ha definito il premier Berlusconi questa riforma, che dovrebbe andare in porto entro il termine naturale della legislatura. Ma si deve auspicare un dialogo comune tra le parti prima di dedicarsi esclusivamente alle vicende, giudiziarie, che vedono implicate lo stesso presidente del Consiglio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il