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Economia Italia 2011: i settori e aziende più in crisi

Aziende in crisi, tassi più alti: la situazione economica in Italia



L’economia italiana continua a risentire della crisi finanziaria mondiale che ha colpito tutti i settori e la situazione economica non mostra segnali positivi di ripresa, soprattutto per le aziende.

Basti pensare che solo l'anno scorso in Italia sono state aperte oltre 11mila procedure d'insolvenza con una crescita del 20% sul 2009, il valore più alto da quando è stata riformata, tra il 2006 e il 2007, la normativa sulla crisi d'impresa.

A livello regionale, è la Lombardia la regione più colpita, dove il settore manifatturiero è quello che ha pagato il tributo più alto con 5mila default tra 2009 e 2010.

L'insolvency ratio, cioè il tasso di fallimenti su 10mila aziende operative, è più basso nel Sud e nelle Isole, mentre per macro-settori di attività il tasso di default ha avuto maggiore incidenza sull'industria manifatturiera (45,2 contro una media generale del 20) con situazioni particolarmente critiche nei mezzi di trasporto (87,2) e in gomma e plastica (83,4).

Secondo settore più colpito è quello delle costruzioni. Nell'ambito della manifattura la crisi è stata forte soprattutto nella meccanica e nell'industria di lavorazione del metallo. Ciò che colpisce sono alcuni numeri relativi alla provincia di Milano, che registra il terzo tasso d'insolvenza più elevato tra le province italiane, preceduta da Pordenone e Ancona.

Secondo l'analisi di Cerved, a soffrire a Milano sono stati l'industria, ma anche i servizi. La crisi in Italia si avverte anche nell’aumento dei tassi dei prestiti personali e dei mutui. Secondo i dati comunicati da Bankitalia, a gennaio si sono registrati aumenti dei tassi per i mutui di casa e nello stesso mese il tasso di crescita del 2010 dei prestiti al settore privato è salito al 4,8%.

Nello stesso tempo, sono diminuiti i depositi del settore privato, per cui si registra un trend negativo del -1,7% su base annua e i tassi sui mutui sono aumentati del 3,36%, mentre quelli per le nuove operazioni di credito al consumo sono aumentati all’8,78% dall’8,33% di dicembre e, secondo Adusbef e Federconsumatori, ancora una volta il sistema bancario sono le famiglie a pagare i costi delle operazioni di imprese e finanziamenti erogati senza alcuna merito di credito.

Preoccupa anche l’aumento del costo dei mutui, soprattutto considerando che la Bce ha già annunciato un possibile aumento del tasso di riferimento a partire da aprile, cosa che metterebbe in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il