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Riforma Giustizia 2011 Alfano è legge approvata dal Cdm. Novità e cambiamenti per processi in corso

Via libera alla riforma della giustizia. Cosa prevede



Via libera all'unanimità del Consiglio dei Ministri al disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia. “Per la prima volta nella storia della Repubblica è stato elaborato un testo di riforme costituzionali completo, organico, chiaro e convincente: lo portiamo all'attenzione del Parlamento che lo discuterà e che lo approverà.

E’ dal 1994 che volevo questa riforma, è dai tempi della nostra discesa in campo, finalmente riusciamo a realizzare un punto fondamentale del nostro programma”, ha commentato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il Ddl costituzionale contiene la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, l'estensione della responsabilità civile del giudice e due Csm separati, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica e processi più bravi. Ma punto principale della riforma è la divisione tra giudici e Pm.

I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti, al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato. Ciò significa che le toghe potranno essere chiamate a rispondere di tasca propria dal cittadino che potrà citare direttamente loro in giudizio e non lo Stato come accade ora. La bozza prevede, inoltre, che in casi di ingiusta detenzione o di altra indebita limitazione della libertà personale, la legge regola la responsabilità civile dei magistrati che si estende allo Stato.

Diventano due i Csm, uno per i giudici e uno per i Pm, entrambi presieduti dal Capo dello Stato. Del Csm dei giudici farà parte di diritto il primo presidente della Corte di Cassazione e gli altri componenti saranno per il 50% scelti dai giudici previo sorteggio degli eleggibili e per l'altra metà dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università di materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio.

Il vicepresidente del Csm della magistratura giudicante sarà scelto tra i componenti laici. Durano in carica 4 anni e non sono rieleggibili. Anche il Csm dei Pm sarà presieduto dal capo dello Stato e ne farà parte come membro di diritto il Procuratore generale della Cassazione.

Si prevede, inoltre, un ribaltamento dell'attuale proporzione ora a maggioranza togata e che dovrebbe essere ridotta a un terzo, mentre quella laica arriverebbe a due terzi. Divisa in due anche la nuova Corte di disciplina dei magistrati che avrà una sezione per i giudici e una sezione per i pubblici ministeri.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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