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Andare in pensione: 65 anni per uomini e 61 anni per le donne tra 8 anni. Nuove regole

Cosa cambia per le pensioni degli italiani: quote ed età



Negli anni Novanta, gli uomini andavano in pensione a 60 anni e le donne a 55, avendo la possibilità di ricevere una pensione di anzianità con 19 anni e mezzo di lavoro nel pubblico impiego e 14 e mezzo se lavoratrici madri, e con il sistema retributivo, invece, si maturavano assegni pari all'80% dell'ultimo stipendio.

Ora le cose sono notevolmente cambiate e le previsioni parlano addirittura di pensioni impossibili per i lavoratori autonomi e per i giovani oggi impiegati in lavori atipici. Per questo motivo cresce il ricorso alla pensione integrativa. E cioè ai fondi pensione che, aperti o chiusi che siano, sembrano in grado di poter assicurare al lavoratore la possibilità di mantenere un tenore di vita comunque agiato anche una volta conclusa la sua vita lavorativa.

Oggi, tuttavia, nonostante la crescita, i giovani che ricorrono ad una pensione ‘alternativa’ sono ancora una minoranza. Per quanto riguarda le novità pensioni in vigore da questo 2011, bisogna dire innanzitutto che sale la cosiddetta quota necessaria per lasciare il lavoro.

La quota è la somma di anni d'età e di contributi. Dal 2011 passa da 95 a 96 per i lavoratori dipendenti e da 96 a 97 per gli autonomi, con un'età minima rispettivamente di 60 e 61 anni. Tradotto in termini pratici, ciò vuo, dire che un dipendente può andare in pensione a 60 anni con 36 anni di contributi o a 61 con 35 di contributi. Un autonomo, invece, a 61+36 o a 62+37.

Ma maturati i requisiti, per effetto della finestra mobile, bisognerà aspettare 12 mesi prima di poter accedere alla pensione, e 18 per gli autonomi. Le nuove pensioni sono legati alla speranza di vita che, dal 2015 verrà revisionata ogni tre anni, per allungarla in rapporto alla maggior durata della vita media.

In sede di prima attuazione, l'incremento non supererà comunque i 3 mesi. Tra 8 anni, secondo le prime elaborazioni, l'età pensionabile dovrebbe salire già a 65 anni e 8 mesi per gli uomini e a 60,8 per le donne mentre nel 2040 si potrebbe arrivare a 70,3 anni per gli uomini e a 65,3 per le donne. Per le dipendenti pubbliche l'età pensionabile salirà a 65 anni già dal 2012.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il