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Centrali nucleare in Giappone: doppia esplosione e paura pioggia radiottiva. Situazione

Cresce la paura nucleare in Giappone. 'Non sarà una nuova Chernobyl', dice il primo ministro



La terra continua a tremare, la gente, in una compostezza da invidia, è in fuga, il terremoto non dà tregua e cresce anche la paura nucleare. L’epicentro dello tsunami ora è deserto, decine di barche sono alla deriva, migliaia di corpi sono stati restituiti dalle macerie e centinaia di kilometri di costa tra Tokyo e Kesennuma hanno letteralmente cambiato volto: case, edifici, macchine, strade sono stati spazzati via dalla grande onda e i tre principali porti pescherecci, Kesennuma, Ishinoaki, Shiogama, sono chiusi.

I bilanci ufficiali non sono stati comunicati ma si parla di 10mila dispersi mentre di ora in ora cresce il numero dei morti. Smentito inoltre l'allarme tsunami dopo una scossa di assestamento di 5,8 gradi alle 10 del mattino (le 2 di notte in Italia). Ma cresce la paura nucleare e dopo l’esplosione del reattore 1 della centrale di Fukushima, questa mattina si è verificata un’altra esplosione di idrogeno nello stesso impianto nucleare.

Questa volta al reattore numero 3 e al reattore 2: l'impianto di raffreddamento è entrato in avaria e gli scoppi sono avvenuti alle 11 (le 3 in Italia), provocati dall'idrogeno e sette persone sono date per disperse, tra cui sei soldati. Secondo la Tepco (Tokyo Electric Power), la società che gestisce l'impianto, il livello di radiazioni nell'unità 3 si attestava a 10,65 microsievert, di gran lunga al di sotto dei 500 microsievert per i quali il gestore sarebbe obbligato per legge a riferire al governo. I feriti sono tre, mentre altre fonti parlano di nove.

Nelle altre due centrali che domenica destavano preoccupazione, Onagawa e Tokai, sono stati rimessi in funzione gli impianti di raffreddamento. Ingegneri e squadre di soccorso hanno lavorato per tutto il weekend per cercare di prevenire una catastrofe nucleare e per aiutare milioni di persone rimaste senza acqua ed elettricità nella peggiore crisi che il Giappone abbia mai affrontato dalla Seconda Guerra Mondiale. E si teme ora una pioggia radioattiva.

La Borsa di Tokyo, intanto, chiude gli scambi in picchiata (-6,18%), alla ripresa delle contrattazioni dopo il sisma di venerdì scorso: il Nikkei cede 633,94 punti, a quota 9.620,49. “E' il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità”: questo l'appello lanciato dal premier giapponese Naoto Kan.

“Non ci sarà un'altra Chernobyl. Le radiazioni sono state rilasciate in aria, ma non ci sono rilevazioni che ci dicano che ciò sia avvenuto in grande misura. Questa è una situazione fondamentalmente diversa dall' incidente di Cernobyl (1986). Stiamo lavorando per evitare i danni causati dalla diffusione delle radizioni”. Ma alcuni esperti temono che il Giappone non dica esattamente la verità su quanto sta avvenendo, perché si potrebbe rischiare una catastrofe addirittura peggio di Chernobyl.

L'accusa nasce da Masashi Goto, ex-progettista di centrali nucleari, secondo cui potrebbe essersi verificata la fusione e la disintegrazione del nucleo, cosa mai successa prima e dunque gravissima. Intanto, sono circa 140 mila le persone evacuate dall'area in cui sorgono Fukushima 1 e Fukushima 2, le due centrali nucleari rimaste danneggiate dal violento sisma che ha colpito il Giappone.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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