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Terremoto 2011 Giappone: le foto dopo sisma e Tsunami su Google Earth

Il Giappone si trasforma dopo il terremoto.



Il Giappone ha cambiato volto: un’onda alta dieci metri si è abbattuta su 300 kilometri di costa, sommergendo città, villaggi, strade e aeroporti e spazzando via tutto ciò che davanti a sé ha incontrato.

Sono esplosi tre reattori della centrale nucleare di Fukushima, il panico cresce, c’è chi fa rientrare l’allarme radiazioni assicurando che non si verificherà un’altra Chernobyl, mentre c’è chi sostiene che la situazione sia gravissima e così circa 140 mila persone sono state evacuate dall'area in cui sorgono Fukushima 1 e Fukushima 2, le due centrali nucleari rimaste danneggiate dal violento sisma che ha colpito il Giappone.

Ma la terra continua a tremare, la gente scappa lasciando ciò che della loro vita è ancora minimamente visibile, l’epicentro dello tsunami ora è deserto e migliaia di corpi sono stati restituiti dalle macerie.

Centinaia di kilometri di costa tra Tokyo e Kesennuma hanno letteralmente cambiato volto: case, edifici, macchine, strade sono stati spazzati via dalla grande onda. “Dobbiamo ricostruire il Paese dando priorità alla vita umana e lavorare soprattutto per aiutare chi oggi, domani e dopodomani si troverà senza cibo”, ha detto il primo ministro Naoto Kan.

A testimonianza di quanto sia morfologicamente mutato il paese, ci sono alcune foto visibili su Google Earth che mostrano, per esempio, come siano cambiate Yuriage in Natori e Yagawahama, entrambe nella prefettura di Miyagi. Ma Internet è stato decisivo anche grazie al servizio Personal Finder attivato immediatamente da Google per la ricerca dei dispersi, dimostrando ancora una volta come la rete, esattamente per quanto accaduto, e che ancora si sta verificando in Tunisia, Egitto, Libia, giochi un ruolo fondamentale nell’informazione in tempo reale attualmente.

Il terremoto del Giappone, e il conseguente tsunami, hanno, inoltre, provocato lo spostamento dell’asse terrestre di ben 10 centimetri. Questa è la stima formulata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che ha sottolineato come l’impatto del devastante terremoto, che ha generato anche lo tsunami, sia stato decisamente maggiore, riguardo proprio allo spostamento dell’asse terrestre, rispetto all’altrettanto forte e tragico terremoto di Sumatra, nell’anno 2004, che centinaia di migliaia di persone a causa delle onde anomale.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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