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Cause civili: conciliazione obbligatoria. Funzionamento, date, regole

La conciliazione diventa obbligatoria. Nasce la figura del mediatore



La riforma dei processi civili impone che sia obbligatorio, prima di andare in causa, tentare una conciliazione. E’ questa, infatti, l’ultima strada per tentare di smaltire i lavori della giustizia civile. Sono, infatti, arrivate a quota 5,6 milioni le cause da smaltire, situazione che certo non fotografa un paese all'avanguardia e un’economia sana.

Il motivo, dunque, per cui si è deciso di ricorrere alla conciliazione è quello di evitare che approdino in tribunale o dal giudice di pace grandi numeri di controversie, che poi allungherebbero nettamente i tempi di risoluzioni.

Dal prossimo 21 marzo entrerà, dunque, in vigore l'obbligatorietà della conciliazione. Prima di poter andare davanti a un giudice, il cittadino che voglia intraprendere una causa civile, dovrà presentarsi davanti a una figura battezzata mediatore insieme alla controparte, per cercare di trovare una forma di conciliazione.

A differenza di quanto accade in altri Paesi, questa non sarà solo una tra le opzioni possibili, ma un obbligo. La procedura prevede infatti che la mediazione abbia una durata di quattro mesi. Per quanto riguarda i costi, le tariffe del ministero e quelle degli organismi di conciliazione privati sono un punto di riferimento certo che consentono di limitare le sorprese al momento del saldo. Secondo gli avvocati, la mediazione allungherà i tempi del procedimento per chi è deciso ad andare comunque davanti al giudice.

Altro punto controverso è il costo, che andrà da 250 a 9mila euro senza comprendere alcuna assistenza legale, per cui chi, davanti al mediatore, vorrà farsi assistere da un avvocato dovrà pagarlo di tasca sua e affrontare spese aggiuntive. Cosa che preoccupa gli avvocati.

Secondo poi i legali civilisti, non è prevista nella mediazione la competenza territoriale: il cittadino potrebbe cioè essere convocato anche a centinaia di chilometri da casa e altro punto controverso è quello che fa emergere la scarsa qualifica professionale dei mediatori, secondo gli avvocati. Ai mediatori, infatti, basterà avere una laurea triennale e un corso di 50 ore per poter esercitare.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il