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Radiazioni centrali nucleari verso oceano ma paura per Tokio

Cresce la paura nucleare a Tokyo



Il vento che soffia sul Giappone starebbe portando verso l’Oceano Pacifico le radiazioni della nube tossica ma si alza il livello di allerta a Tokyo, e nelle zone limitrofe, e si teme per la contaminazione nucleare. L’esplosione di questa mattina di un altro reattore della centrale di Fukushima e l’incendio del reattore n 4 della stessa hanno fatto salire l’allarme, il premier giapponese Naoto Kan ha detto che la zona di evacuazione attorno alla centrale di Fukushima è di 30 km ma che al momento l'evacuazione non è obbligatoria ma l'invito tassativo ai residenti nel raggio di 30 chilometri dalla centrale è di chiudersi in casa per esporsi meno alle radiazioni.

Nel frattempo, sui social network è partita la corsa ai suggerimenti pratici su come affrontare la nuova emergenza e il ministero dei Trasporti giapponese ha anche disposto il divieto di volo entro i 30 km dalla centrale di Fukushima 1 (Daiichi), a causa delle fughe di forti radiazioni.

Ma la vita a Tokyo sembra scorrere come sempre: negozi, ristoranti ed uffici sono aperti e lavorano a pieno regime, ma, rispetto alla gran confusione che sempre regnava in città, c’è molta meno gente in strada, oggi il livello delle radiazioni ha registrato un’impennata rispetto ai livelli normali, nocivo per la salute, e questo preoccupa gli abitanti.

L’invito per coloro che devono recarsi in città è di non raggiungerla se non se ne ha necessità assoluta. Secondo il governo metropolitano di Tokyo, nel distretto centrale di Shinjuku sarebbe stato rilevato un livello di radiazioni superiore di 21 volte la soglia normale, ma le autorità cittadine hanno spiegato come non sia un livello pericoloso per la salute, mentre alle porte della capitale la situazione è abbastanza preoccupante: nella prefettura di Ibaraki, a nordest di Tokyo e confinante con l'area martoriata di Fukushima, le radiazioni hanno raggiunto un livello pari a circa 100 volte quello ordinario. E cresce così la paura, mentre qualcuno inizia già ad avvertire possibili reazioni fisiche da contaminazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il