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Berlusconi-Ruby: nuovi documenti magistrati su Bunga Bunga, 33 donne bonifici. Intervista al Premier

Il premier in aula a tutte le udienze. L'intervista



La Procura chiude le indagini su Minetti, Fede e Lele Mora. Il consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, l'agente dei vip Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede sono accusati di favoreggiamento e induzione della prostituzione e della prostituzione minorile.

Per loro l'avviso di chiusura indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenni contestato dalla procura di Milano ai tre indagati viene ipotizzato a partire dagli inizi del 2009 fino al gennaio 2011, quando si sarebbero svolte le ultime feste ad Arcore, mentre il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile al mese di settembre 2009.

Secondo le carte della Procura, le ragazze fatte prostituire da Minetti, Mora e Fede sarebbero ben 33. Inoltre, i tre sono accusati di aver indotto alla prostituzione la giovane Ruby dal settembre 2009, mese in cui il direttore del Tg4 avrebbe conosciuto la ragazza in occasione di un concorso di bellezza in Sicilia, a Taormina.

Secondo i pm, la ragazza avrebbe avuto atti sessuali con il premier presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, 9 marzo, 4 aprile, 5 aprile, 24 aprile, 25 aprile, 26 aprile, 1 e 2 maggio 2010. Ruby, sempre secondo quanto ricostruito dai pm, partecipava inoltre alle serate organizzate articolate in tre fasi.

Prima la cena, poi il  cosiddetto bunga bunga e infine la scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, dietro, ovviamente, lauto compenso. Questo è ciò che sarebbe avvenuto ad Arcore, secondo quanto si legge nell'avviso di conclusione indagini notificato a Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora.

Il bunga bunga viene descritto dai pm come ‘mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici con le ragazze che si toccavano reciprocamente, ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi’.

Il premier rilancia dicendo che andrà in televisione a difendersi e assicura anche che sarà spresente a tutte le udienze. In un’intervista rilasciata a Repubblica, il premier si difende, forse per la prima volta.

Sostiene che sia impossibile pensare che ciò che riportano le carte dei pm rappresentino una realtà, ‘difende’ la trentina di ragazze citate e che a suo parere è scorretto marchiare per tutta la vita come prostitute e continua a sostenere di non aver fatto nulla di tutto ciò che viene raccontato perché al suo fianco c’è sempre stata la sua fidanzata, che “per fortuna sono riuscito a tenere fuori da questo fango”.

Nonostante i testi delle intercettazioni, ormai ben noti, il premier continua a difendersi dicendo che non vi è nulla di troppo compromettente, che nessuna delle ragazze parla di pagamenti, che è indignato solo al leggere di aver potuto dare, lui presidente del Consiglio, migliaia di euro ad una ragazza per prestazioni sessuali.

Sulle intercettazioni e sul caso Ruby, Berlusconi parla senza ombra di dubbio di montatura, ha deciso di difendere pubblicamente le ragazze coinvolte nell’inchiesta, che non hanno fatto nulla di male e che sarebbe ingiusto penalizzare e ha assicurato che sarà in aula ad ogni udienza. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il