BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Centrali nucleari in Italia: sicurezza massima per Eni nonostante incidente in Giappone

'Allarmismo un pò eccessivo': così Paolo Scaroni di Eni



Le esplosioni della centrale nucleare di Fukushima, conseguenti allo tsunami che venerdì scorso ha devastato il Giappone, hanno riaperto il dibattito sul nucleare in tutto il mondo.

E mentre il presidente degli Usa, Barack Obama, non si fa influenzare e continua nel suo programma, il governo italiano, per bocca del ministro Frattini, ha detto che ciò che è successo in Giappone non interferirà con i piani del governo circa la costruzione di nuovi impianti in Italia, la Germania, la Francia e la Svizzera frenano.

Secondo alcuni esperti, il motivo sarebbe l’arretratezza delle centrali presenti in quei Paese e, a detta di molti, le esplosioni a Fukushima si sarebbero verificate proprio perché quella centrale è stata progettata negli anni Cinquanta e completata nei primi anni Settanta e ciò significa che non è dotata di tutti i sistemi di sicurezza di cui le attuali centrali sono e saranno dotate.

In merito a questo è intervenuto il numero uno di Eni, Paolo Scaroni, che ha parlato di allarmismo un pò eccessivo e non condivide le affermazioni di chi, rispetto alla crisi nucleare del Giappone scatenata dal terremoto e dallo tsunami, parla di scenario apocalittico.

L'amministratore di Eni ha detto che leggendo i giornali “seppure non è ben chiaro quanto sta accadendo in Giappone, mi mantengo ottimista. Quello che traspare mi sembra un allarmismo un pò eccessivo, non condivido scenari da apocalisse. Credo che la posizione assunta da Svizzera, Russia e Germania sulle centrali di più vecchia costruzione sia degna di attenzione”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il