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Centrale nucleare Giappone: fumo radiottivo. La situazione al 18 marzo. Si pensa al Sarcofago

Sale il timore radiazioni. L'idea Sarcofago



Continua a salire il livello di radioattività dalla centrale di Fukushima. Mentre in Europa torna attualissimo il dibattito sul nucleare, in Giappone ad una settimana esatta dallo tsunami che ha devastato letteralmente il paese, continuano ad essere vani i tentativi di raffreddare tutti i reattori dell’impianto nucleare, dal quale continuano a uscire fumi, dopo esplosioni ed incendi che li hanno danneggiati.

C’è chi invita alla tranquillità, ma il livello delle radiazioni sale e il timore è che la contaminazione possa spingersi oltre la zona di sicurezza di 30 km indicata dalle autorità nipponiche.

I tecnici della Tepco, la società che gestisce la struttura, sperano di riuscire a rimettere in funzione il sistema elettrico, in modo da rendere automatico il refrigeramento dei reattori, senza dover ricorrere all’impiego di cannoni ad acqua, mentre dal punto di vista dei rischi biologici e nucleari, si spera in un aiuto da parte degli esperti americani che saranno in Giappone nelle prossime ore.

Nel frattempo, nasce l’idea di chiudere i reattori in una specie di sarcofago di cemento armato dopo averli spenti del tutto, come già fatto a Cernobyl dopo il disastro del 1986. Intanto, l’ambasciata italiana ha messo a disposizione 140 posti aerei per i connazionali che vogliono tornare in Italia, ma cresce il bilancio ancora provvisorio delle vittime del terremoto e sarebbero oltre seimila i morti accertati e più di diecimila dispersi.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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