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Rischi per l'Italia se Libia viene attaccata da contingente internazionale?

Raid aerei sulla Libia e conseguenze per i Paesi coinvolti.



Il vertice di oggi di Parigi stabilirà rebderà la decisioni di attaccare la Libia definitiva. Gheddafi minaccia l'Occidente, ma Francia, Gran Bretagna, Italia e Usa sono d’accordo: tutti pronti a raid aerei contro la Libia e il premier Silvio Berlusconi ha assicurato di fornire le basi aeree dall’Italia.

Ma quali saranno le conseguenze di attacchi alla Libia?. C’è da considerare che la Libia non ha più potenti armi come una volta, che il cielo libico è continuamente pattugliato dai caccia della Nato per cui risulterebbe difficile per gli aerei libici alzarsi in volo aerei libici, considerando anche la potenze dei radar di cui oggi l’Italia è dotata.

Ma le ripercussioni di attacchi alla Libia potrebbero concretizzarsi in attentati, non solo all’Italia ma anche agli altri Paesi pronti ai raid. Del resto, lo stesso Gheddafi ha annunciato stamattina, rivolgendosi a Francia e Gran Bretgana, che se attaccheranno se ne pentiranno e, rivolgendosi invece al presidente americano Obama, ha detto che i libici sono pronti a morire per lui.

Nel frattempo, il consiglio di sicurezza dell'Onu ha stabilito una no-fly zone per la Libia per proteggere i civili. La decisione è arrivata alcune ore dopo che il leader libico Gheddafi aveva minacciato di procedere senza pietà nei confronti della roccaforte ribelle di Bengasi: “Verremo. Casa per casa, stanza per stanza”, aveva detto in un discorso alla radio rivolto alla città di Bengasi, nell'est del Paese.

La Francia ha allora auspicato immediati raid aerei, sostenuta dalle forze britanniche e dall'Italia, pronta a mettere a disposizione basi e aerei per contribuire ad attuare la no fly zone imposta dall'Onu. Unica che non partecipa è la Germania, che si è astenuta in Consiglio di sicurezza a causa dei considerevoli pericoli e rischi. In questo momento di attacco, Internet, ancora una volta sta svolgendo un ruolo chiave, come già avvenuto con le rivolte dei paesi mediorientali e africani.

Sono, infatti, di qualche ora fa, foto e video pubblicati sul web di un caccia bombardiere del governo libico che cade colpito dai ribelli a Bengasi, gli insorti libici sono riusciti a mostrare a tutto il mondo che Gheddafi continua a bombardare e attaccare via terra le città come Misurata e Zintan in Tripolitania e Bengasi in Cirenaica. Su Twitter e su numerosi blog, inoltre, si moltiplicano le foto dei feriti a centinaia e le immagini di carri armati e lancimissili usati dai militari del regime sulla popolazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il