BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Conciliazione obbligatoria cause civili da oggi 21 marzo 2011: come funziona. Regole e tempi

Al via da oggi l’obbligatorietà della conciliazione per le cause civili. La procedura



Parte da oggi, lunedì 21 marzo, l’obbligatorietà della procedura di conciliazione per le cause civili. Da oggi, dunque, per molte cause civili non sarà quindi più possibile rivolgersi alla magistratura senza aver tentato prima la strada della mediazione davanti ad uno degli organismi abilitati. E gli avvocati scioperano contro questa risoluzione.

Lo sciopero dei giorni scorsi ha fatto registrare secondo l'Organismo unitario dell'avvocatura un'adesione superiore al 90% ma non finisce certo qui perchè l'Oua ha in programma per il 28 marzo un incontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini, per il 7 aprile uno con il ministro degli Interni Roberto Maroni e poi in giornate ancora stabilire altre riunioni con il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini e con il leader dell'Idv Antonio Di Pietro.

“Gli avvocati, la stragrande maggioranza degli ordini e delle associazioni forensi stanno dando prova di una grande unità in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini”, ha detto Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua.

Nel frattempo, da oggi, il tentativo di trovare un accordo amichevole tra le parti coinvolte in una lite civile o commerciale, per materie dalle locazioni all'affitto di aziende, dalle successioni ai contratti assicurativi, il passaggio da uno dei 160 organismi di mediazione fin qui accreditati dal ministero della Giustizia diventa condizione di procedibilità.

Per dare il via alla conciliazione, ogni cittadino può presentare domanda all'organismo che lui stesso sceglie e per sceglierlo, compilare il modulo, anticipare 40 euro per l'avvio dell'iter e aspettare di essere convocati. Chi vuole può anche rivolgersi all'avvocato, che ha l'obbligo di informare il cliente della novità. Alla presentazione della domanda, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e stabilisce anche l'importo, in base alla posta in gioco, dell'indennità che ciascuna parte è tenuta a pagare per intero. Entro 15 giorni il responsabile dell'organismo mette in calendario il primo incontro, che può anche essere l'ultimo: se il convenuto non si presenta la procedura si chiude subito con il verbale di mancato accordo (e scatta lo sconto di un ulteriore terzo sull'indennità) che lascia l'attore libero di procedere per le vie ordinarie. In questo caso il convenuto che non compare non paga nulla.

Nel primo appuntamento ed eventualmente in quelli successivi, il mediatore si confronta con le parti per trovare la soluzione che possa soddisfare tutti, per cui il ruolo del mediatore è quello di favorire un accordo amichevole di definizione della controversia e non quello di arbitro.

La conciliazione obbligatoria riguarda, nel dettaglio, le cause relative a diritti reali, come usufrutto, diritto di abitazione, uso esclusivo; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione e comodato; affitto di aziende; responsabilità medica; contratti assicurativi, bancari e finanziari; e diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità. Dal 20 marzo 2012, poi, la mediazione obbligatoria riguarderà anche le cause condominiali e il risarcimento danni da incidenti stradali.

I costi per la mediazione vengono stabiliti dal Ministero della Giustizia e sono previsti anche incentivi. Chi, infatti, trova un accordo avrà un credito d'imposta rapportato alle spese pagate fino ad un massimo di 500 euro, ridotto della metà in caso di insuccesso della mediazione. Inoltre non sono dovute spese di registrazione del verbale fino ad un importo della lite pari a 50.000 euro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il