BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Italia rischio per Libia: immigrati e terroristi secondo La Russa e D'Alema

Guerra in Libia: D'Alema e La Russa sui rischi dell'Italia



Non possiamo essere colpiti da missili o attaccati da aerei libici, ma l’Italia rischia attentati terroristici. Il timore delle ripercussioni per ciò che sta accadendo in Libia, all’indomani dell’operazione di attacco a Gheddafi congiunta tra Onu, Nato, Usa e a cui partecipano molto Paese, cresce.

Il ministro della Difesa, Ignazio La russa, ha detto: “E' stato messo in conto il rischio di ritorsioni contro l'Italia in conseguenza dell'intervento militare in Libia anche se abbiamo notizie dell'inadeguatezza delle armi in dotazione alla Libia per quanto riguarda la possibilità di colpire il territorio italiano. In ogni caso, il rischio non sarebbe stato minore se non avessimo partecipato all'operazione.

Se avessimo messo a disposizione soltanto le basi avremmo avuto un rischio identico e non avremmo partecipato all'opera umanitaria volta a proteggere il popolo libico”. Secondo il ministro, comunque,il rischio c’è.

In riferimento ai sei tornado italiani partiti ieri dalla base di Trapani Birgi, il ministro siciliano ha spiegato che l’azione “fa parte di una più vasta operazione per mettere a tacere la contraerea libica, e permettere così l’attuazione della no fly zone. Questo obiettivo è largamente realizzato, e oggi potrebbe anche essere completata l’opera”.

Mentre sulla situazione sbarchi ha detto: “L’autorevolezza che deriva all’Italia dalla nostra partecipazione alla missione vogliamo usarla per chiedere a tutti gli Stati di dividere con noi il peso del flusso migratorio che potrebbe giungere verso il nostro territorio. Il nostro è un appello autorevole, sarebbe meno autorevole se non avessimo partecipato”.

Rischi concreti anche per Massimo D’Alema che ha detto: “'Apprezzo la risoluzione Onu, ma questo scenario internazionale comporta problemi per la sicurezza nazionale perchè siamo una delle aree immediatamente esposte ad azioni ritorsive. Dobbiamo chiedere che si attivi un dispositivo di protezione Nato e autorizzare presto il governo a prendere tutte le misure possibili”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il