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Investire in obbligazioni e Ctz se i tassi di interesse saliranno velocemente nel 2011

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Chi riteneva che l'incidente nucleare in Giappone avrebbe avuto ripercussioni a livello di quotazioni del debito pubblico anche sui mercati di Europa e Stati Uniti, in realtà dovrà ricredersi, anche se i costi necessari per la ricostruzione del Nord del Giappone sono elevatissimi e pesano sulle finanze di un paese già fortemente in indebitato, soprattutto con se stesso.

Il rischio per i mercati del reddito fisso è una corsa alla sicurezza e alla qualità, che potrebbe scattare verso le obbligazioni dei paesi ritenuti più solidi finanziariamente.

Questa reazione farebbe aumentare le quotazioni delle obbligazioni decennali tedesche (bund) e americane (Treasury), che oggi pagano circa il 3,2-3,3%, senza però causare troppi problemi ai titoli dei paesi finanziariamente più esposti, tra cui l'Italia, il cui Btp decennale viaggia oggi su un rendimento di circa il 4,8%.

Secondo gli specialisti di JC&Associati, un portafoglio composto per il 30% di titoli a tasso variabile, ad esempio Cct, e per il 70% di obbligazioni pubbliche a 7-10 anni potrebbe rendere nel medio periodo circa il 3% all’anno se verificheranno rialzi dei tassi di interesse e di continuazione della ripresa economica attualmente in atto.

E per il momento questa dovrebbe essere l’ipotesi più accreditata, considerando che i tassi dell'eurozona potrebbero spingersi fino al 2% entro la metà del prossimo anno. I Btp italiani rappresenterebbero, dunque, il miglior compromesso fra rischio e rendimento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il