Insegnanti precari: trasferimenti bloccati in altre regioni. E parte class action

Al via la più grande class action tmai avviata in Italia contro la pubblica amministrazione



Niente più trasferimenti da Sud a Nord per gli insegnanti della scuola. E' partita più grande class action tmai avviata in Italia contro la pubblica amministrazione. A presentarla il Codacons che ne è promotore. Precari della scuola e professori universitari a contratto dichiarano guerra allo Stato per far valere i propri diritti.

Il primo passo di questa mega-azione collettiva è stata la notifica di una diffida ai ministri dell'Istruzione e della Pubblica Amministrazione con cui 40mila precari chiedono la stabilizzazione e 30mila euro ciascuno di risarcimento.

I tecnici di viale Trastevere hanno comunicato che, per applicare la sentenza della Corte costituzionale, che a febbraio ha dichiarato illegittime le graduatorie di coda, emanerà un decreto che darà la possibilità ai supplenti di aggiornare solo il punteggio nella graduatoria di merito in cui si sono inseriti attualmente.

Le liste di coda, istituite dalla Gelmini saranno cancellate e per i prossimi due anni non sarà possibile spostarsi da una provincia all'altra, come i precari delle regioni meridionali speravano.

La sentenza a favore dei precari della scuola sbarrerà la strada verso la supplenza in una regione settentrionale a migliaia di supplenti del Sud. Nel 2007, con l'intento di eliminare il precariato della scuola, l'allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni trasformò le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, bloccando i trasferimenti di provincia e, al contempo, varando un megapiano di 150 mila assunzioni in tre anni.

Con la Gelmini poi il piano di stabilizzazione dei precari è stato cancellato ma il blocco dei trasferimenti di provincia è rimasto in vigore e sono arrivate le graduatorie di coda. Sono circa 20 mila i precari meridionali iscritti in coda al Nord.

Parecchi di loro, nonostante vengano chiamati dopo l'ultimo della graduatoria di merito, a prescindere dal punteggio, riescono a lavorare perché al Nord molte graduatorie sono esaurite. Ora i precari di scuola e università chiedono la stabilizzazione e 30 mila euro di risarcimento, contro i ministeri dell'Istruzione e della Pubblica amministrazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il