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Processo Ruby-Berlusconi inizia oggi. Ma cosa cambia con il voto di ieri in Parlamento?

Al via oggi il processo Ruby. Il premier non sarà in aula



Sarà un’udienza lampo quella che oggi apre il tanto atteso processo Ruby che vede imputato per concussione e prostituzione minorile il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Fuori dal Tribunale di Milano sostano le troupe televisive straniere, dai francesi, ai danesi, agli arabi, agli australiani, girano immagini, inviano servizi ma sanno che non potranno entrare in aula con le telecamere.

In Inghilterra, invece, i bookmakers puntano sull'assoluzione del capo del Governo italiano. Il processo a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby prenderà il via alle 9:30.

In aula sono attesi Ilda Boccassini e Antonio Sangermano per la procura. Non ci sarà Berlusconi e non ci saranno i suoi avvocati. Ma saranno presenti un sostituto di Ghedini, Giorgio Perroni, per Berlusconi, Paola Boccardi per Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori, parte civile.

E, mentre in Parlamento è stato votato il conflitto di attribuzione, le udienze dovrebbero andare avanti. Ieri, infatti, la Camera ha detto si alla richiesta di sollevare il conflitto di attribuzioni per il caso Ruby, sulla competenza o meno della procura di Milano o del Tribunale dei ministri.

Nel processo Ruby il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. Il conflitto di attribuzione è passato infatti per 12 voti di differenza tra il voto di maggioranza (314) contro quello delle opposizioni (302).

La richiesta di conflitto di attribuzioni, proposta dalla maggioranza, riguarda la competenza sul caso Ruby: secondo la linea difensiva del premier, la competenza sarebbe del tribunale dei Ministri per il reato ministeriale di concussione di Berlusconi che, secondo i suoi legali, avrebbe telefonato in questura per far liberare Ruby nell'esercizio delle sue funzioni, poiché era convinto che la ragazza fosse la nipote di Mubarak, per evitare, dunque, un incidente diplomatico.

La tesi difensiva è  stata però respinta sia dalle opposizioni, sia dalla procura di Milano, secondo cui il reato di concussione non sarebbe stato commesso nell'esercizio delle sue funzioni, poiché è inverosimile che Berlusconi credesse davvero che Ruby fosse la nipote del presidente egiziano. La decisione sulla competenza, ora, passerà alla Corte Costituzionale. Nel frattempo, il processo Ruby continua.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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