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Mutui e prestiti alle imprese: cosa cambia con il rialzo dei tassi di interesse?

Effetti dei rialzi tassi applicati ieri dalla Bce. L'impatto su famiglie e imprese



La Banca centrale europea ieri ha aumentato il costo del denaro per la prima volta dal 2008, con lo scopo dichiarato di esortare governi e banche ad assumersi finalmente le proprie responsabilità nella gestione della crisi. Il rialzo dei tassi di 25 punti base, all'1,25% porta anche cambiamenti per chi sta pagando le rate di un mutuo o è in procinto di accenderne uno.

Prendendo come esempio un mutuo di 100mila euro appena sottoscritto, da rimborsare in 20 anni a rate mensili, le rate potrebbero rincarare di una percentuale vicina al 2,5%, che potrebbe salire fino al 3,5% in caso di scadenza trentennale. Tradotto in termini di denaro, l’aumento potrebbe oscillare tra i 12 e 16 euro al mese.

E per molti italiani, questo incremento è già stato notato sulla rata di marzo. Per molti altri invece, le rate diventeranno più salate a partire dai prossimi mesi. Per le famiglie, dunque, la crescita dei tassi si tradurrebbe, in generale, in un rincaro di almeno 144 euro l'anno, ogni 100mila euro di mutuo.

Questo è infatti il costo della stretta monetaria decisa dalla Bce per i sottoscrittori di un finanziamento a tasso variabile, cioè il 40% degli italiani. Un rialzo del 2,5% circa, se calcolato su un piano di ammortamento ventennale, che però sale al 3,5% se valutato su un mutuo della durata di 30 anni: in questo caso, infatti, il quarto di punto imposto da Jean-Claude Trichet si traduce in 13 euro in più al mese, 156 euro l'anno.

E quali sono gli effetti del rialzo sulle imprese invece? Secondo il Centro studi di Confindustria lo stock dei prestiti alle società non finanziarie è arrivato a febbraio 2011 a sfiorare i 1.000 miliardi di euro, di cui 100 miliardi concessi alle famiglie produttrici, cioè alle imprese con meno di cinque addetti.

Secondo gli ultimi dati BankItalia, a febbraio del 2011 i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese erogati a febbraio di quest'anno sono aumentati di 10 punti base, raggiungendo il 2,79%. Complessivamente i prestiti al settore privato registrano un tasso di espansione sui dodici mesi del 4,4%, il medesimo valore registrato nel mese precedente.

Per il futuro, mentre alcuni ritengono che i tassi ora non dovrebbero più salire a meno che ci fosse un spinta inflazionistica a fine anno e potrebbero salire dello 0,25% ancora, molti economisti prevedono altre strette monetarie quest'anno, prima e dopo la pausa estiva. D'altro canto, l'inflazione era al 2,6% in marzo, e potrebbe toccare il 3% alla fine dell'anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il