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Mutui a tasso variabili convengono ancora dopo rialzo dei tassi di interessi di Aprile 2011

Cambiare mutuo variabile con fisso o cap. Quanto conviene?



La Bce ha alzato i tassi di interesse per l’area euro all' 1,25%, le rate del mutuo si alzano ma gli esperti consigliano di non correre dal variabile al fisso. Se, infatti, le cose andranno secondo le previsioni, il costo delle rate potrebbe salire anche di 100 euro al mese in un anno per ogni 100 mila finanziati, ma passare al fisso non conviene, considerando il 5,5%.

La corsa al rialzo delle rate si è già fatta vedere nelle scorse settimane e sin dalla prossima rata chi ha un mutuo variabile dovrà considerare per un prestito da 100mila euro, a 20 anni, un aumento per la rata di maggio tra 15 e 20 euro, mentre per un mutuo trentennale la maggiore spesa sarà tra 18 e 21 euro.

Le rate magari continueranno a salire ancora un pò, tra 60 e 90 euro in più al mese per un mutuo a 20 anni, tra 70 e 110 per il trentennale. Questa la forchetta entro cui si pone il rincaro di un prestito variabile da 100mila euro se le previsioni degli analisti si riveleranno corrette, mentre con due punti di aumento dell'Euribor la salita sarebbe di 150 euro per il prestito ventennale e di 160 per il trentennale.

Chi pensa al risparmio, se possibile, sulle rate del proprio mutuo, temendo un ulteriore rialzo, potrebbe pensare di abbandonare il variabile per preferire il fisso e se oggi avesse, come lo scorso settembre, tassi attorno al 4% o poco più, il consiglio sarebbe buttarsi di corsa a prenderlo. Ma, da allora i tassi sono saliti di oltre un punto, l'Eurirs, il parametro che determina l'entità del tasso fisso, per i prestiti a 20 anni è oggi sopra il 4% e quello a 30 anni si situa attorno al 3,9%.

Dunque, considerando gli spread è facile prevedere che per i mutui stipulati dalle prossime settimane si arriverà al 5,5%, che in termini di rata mensile (sempre su 100.000 euro) significano una cifra di 545 euro. Inoltre, per chi ha già un mutuo in corso, l’eventuale surroga a tasso fisso comporta una rata più alta di 90 euro al mese per un ventennale partito nel 2003 per arrivare a 190 sul mutuo partito nel 2008.

Una scelta che potrebbe limitare i rischi, secondo molti, è quella del mutuo variabile con il cap, cioè con un tetto di salita massima, ma bisogna considerare che le condizioni offerte da questi particolari finanziamenti sono in sfavorevole evoluzione e le previsioni sono che a breve il livello di protezione salirà al 6%. Dunque, anche in questo caso la convenienza al cambio non dipende. Meglio, dunque, per il momento continuare a preferire il variabile, anche se con qualche rincaro in più.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il