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Filtri P2P Internet: Unione Europea contraria

L’Unione europea boccia i filtri al peer to peer: il provvedimento



L’Unione europea boccia i filtri al peer to peer e ritiene illegittimi i provvedimenti che ordinano ad un provider Internet la predisposizione di un meccanismo di filtraggio e di blocco delle comunicazioni elettroniche, anche se mirano alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Tutto è iniziato quando la Sabam, equivalente della Siae, ha citato in giudizio Scarlet Extended per aver tratto vantaggi dagli scambi effettuati sui circuiti peer to peer dai propri utenti. I

l tribunale di primo grado ha dato ragione alla Società, condannando il provider a trovare un mezzo per impedire agli utenti lo scambio di opere protette dal diritto d'autore ed è stato indicato il sistema Audible Magic, una firma che permette di identificare i file video e audio. Pena il pagamento di 2.500 euro di multa giornalieri se non avesse provveduto entro sei mesi.

Scarlet è poi ricorso alla Corte d'Appello, che ha chiesto un parere alla Corte di Giustizia europea, chiedendo se un giudice nazionale potesse emettere un'ingiunzione che obblighi un provider a imporre un filtro senza andare contro la Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE.

E l'avvocato Generale Pedro Cruz Villalón ha risposto no e si è così espresso “Installare un filtro o un blocco costituisce una limitazione di due diritti: quello relativo al segreto delle comunicazioni e quello relativo alla protezione dei dati personali; inoltre andrebbe a intaccare anche la libertà d'informazione. Perché un giudice possa imporre una tale misura deve esistere una normativa nazionale che esplicitamente e in maniera chiara la preveda. Finché il legislatore non provvede, un giudice dell'Unione non può intimare a un ISP di bloccare il traffico”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il