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Pensioni professionisti 2011: nuove regole per il calcolo e liquidazione con diversi regimi

Come calcolare le pensioni di professionisti iscritti ad albi e casse. Le novità



Illegittime le deliberazioni delle Casse di previdenza dei professionisti che nella liquidazione della pensione non tengono conto del principio del pro rata, regola che permette di applicare ai diversi periodi di maturazione del diritto al trattamento pensionistico. A stabilirlo è stata la Corte di cassazione con due nuove sentenze.

Nella prima a ricorrere è la Cassa nazionale di previdenza dei dottori commercialisti che vede rigettato il proprio ricorso contro una sentenza della Corte di Appello di Genova che l'aveva condannata a pagare ad un professionista, ormai in pensione, la somma di 164mila euro a titolo di differenze pensionistiche.

La seconda sentenza accoglie invece il ricorso di un pensionato contro la Cassa, dopo aver perso in Appello, perché la Corte territoriale di Firenze aveva ritenuto legittimo il metodo di liquidazione utilizzato dalla Cassa sulla base di un proprio regolamento del 2002 più penalizzante rispetto al sistema del pro rata.

La Cassa dei commercialisti nel 2002 aveva stabilito con un proprio regolamento interno che il reddito di partenza per la liquidazione della pensione non fosse calcolato sulla base dei quindici redditi annuali dichiarati dall'iscritto ai fini Irpef per gli ultimi venti anni di contribuzione, ma sulla base della media di tutti i redditi professionali annuali, con l'unico limite che la misura del trattamento non scendesse sotto l'80% della pensione calcolata col vecchio metodo. Un metodo decisamente penalizzante.

Ricordiamo inoltre che all'inizio del mese è passata in Senato la nuova normativa che permetterà di attivare il rialzo dal 2 attuale al 5% relativamente alle aliquote del contributo integrativo sul volume di affari per migliorare le future pensioni dei contribuenti alle casse.

Per garantire l’equilibrio di tutte le casse previdenziali privatizzate, il decreto delegato n. 2177 modifica la misura del contributo dovuto dai liberi professionisti iscritti in albi e elenchi: la riforma interessa agrotecnici, biologi, infermieri, periti agrari, periti industriali, agronomi e forestali, attuari, geologi, chimici e psicologi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il