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Quarto Conto Energia: la bozza e i cambi richiesti da regioni e associazioni

Richieste di modifica della bozza da parte delle associazioni: cosa prevedono



In arrivo il decreto sul Quarto Conto Energia sul fotovoltaico illustrato alla Conferenza Stato-Regioni, e che sarà presentato il prossimo 30 aprile. Il testo stabilisce, innanzitutto, l’eliminazione del tetto massimo annuo, in potenza e spesa, per i piccoli impianti fotovoltaici (fra 1 e 200 chilowatt) per il 2011 e per il 2012, mentre per gli impianti di potenza superiore a 200 chilowatt nel 2011 si prevede un tetto di circa 1300 megawatt mentre nel 2012 il tetto di potenza sarà di circa 1700 megawatt.

Nessun tetto di spesa e sistema di controllo della spesa, invece, dal 2013 al 2016 e in questo stesso periodo le riduzioni tariffarie varieranno con cadenza semestrale dal 9% al 30% rispetto al periodo precedente.

Le tariffe in generale subiranno un graduale decremento, si va per esempio per i piccoli impianti dai 38,7 centesimi al kWh a giugno 2011 ai 29,8 centesimi a dicembre (impianti con potenza da uno a tre kW). Sul quarto Conto Energia per il fotovoltaico è intervenuta anche l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) che ha presentato le proprie osservazioni e richieste di modifica alla bozza del decreto sugli incentivi al fotovoltaico.

Le proposte di modifica dell’Anci sono finalizzate a dare certezza al mercato fino al 2016 e a coniugare le esigenze delle imprese, del territorio e dei cittadini e propongono una maggiore gradualità nella riduzione delle tariffe, che non superi, per i piccoli impianti, il 10% per il 2011 e il 20% nel 2012.

Per quanto riguarda, inoltre, l’introduzione del nuovo Registro per i grandi impianti, l’Anci chiede la garanzia di efficienza del sistema e dei soggetti deputati al controllo e alla gestione della connessione alla rete. APER, Assosolare e Asso Energie Future contestano, invece, l’assenza di qualsiasi meccanismo di tutela dei diritti acquisiti, l’introduzione di CAP/limiti annui rigidi e di un Registro Preventivo che determineranno speculazioni, incertezze ed extra costi dovuti all’incremento della burocrazia, l’assegnazione della tariffa incentivante in base all’entrata in esercizio degli impianti e non in base alla fine lavori certificata, con conseguenti incertezza e ritardi legati ai tempi di connessione.

Per le novità contenute nella bozza e che lasciano perplesse, le Associazioni hanno chiesto alla Conferenza Stato-Regioni un significativo riesame del decreto.

Tra gli altri punti principali della bozza: maggiori aiuti ai piccoli impianti, specificando che per gli impianti di classe superiore a 200 chilowatt, la tariffa sarà ulteriormente ridotta già dal mese di giugno 2011 di una percentuale superiore al 3% rispetto a quanto proposto dal ministero dello Sviluppo economico (1%); aiuti alle centrali solari costruite su discariche e per risanare zone molto degradate come gli stabilimenti abbandonati o i terreni contaminati; incentivi a chi investe in ricerca e innovazione.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il