Le olimpiadi invernali di Torino: 57.000 posti di lavoro in più e una crescita del Pil italiano

Una crescita del valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro, 57.000 posti di lavoro creati in media all’anno per un aumento dell’occupazione pari allo 0,2%, una crescita media annua del PIL nazionale dello 0,2%.



Una crescita del valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro, 57.000 posti di lavoro creati in media all’anno per un aumento dell’occupazione pari allo 0,2%, una crescita media annua del PIL nazionale dello 0,2%. Sono questi, in sintesi, i principali effetti dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sull’economia del Paese, secondo lo studio condotto dall’Unione Industriali di Torino e dall’Università “La Sapienza” di Roma, che esamina il quadriennio 2005-2009.

La ricerca è stata presentata oggi a Roma, insieme al “Rapporto di Sostenibilità 2004-2005” del TOROC (il Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali Torno 2006), dal presidente di Confindustria e presidente onorario del TOROC Luca Cordero di Montezemolo, dal sottosegretario allo Sport e Supervisore di Torino 2006 Mario Pescante, dal presidente del TOROC Valentino Castellani e dal Ragioniere Generale di Stato Mario Canzio. Sono intervenuti anche Stefano Fachin, ordinario di Statistica Economica della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma e Mauro Zangola, direttore dell’Ufficio Studi Economici dell’Unione Industriali di Torino, che hanno curato la ricerca.

«L’augurio – ha detto Luca Cordero di Montezemolo – è che Torino 2006 sia una grande Olimpiade, che i dati stimati da questa ricerca vengano confermati e che l’Italia possa vincere molte megaglie. Ospitare i Giochi Olimpici rappresenta per il nostro Paese una grande opportunità e un volano per l’economia a 360 gradi. Torino 2006 permetterà di mettere in evidenza il made in Italy, e soprattutto un’occasione straordinaria di fare sistema, specialmente in un Paese come il nostro che presenta problemi strutturali. I Giochi torinesi miglioreranno l’immagine del Paese, svilupperanno il business del turismo e già hanno creato nuove opportunità di lavoro, proprio come dimostra questa ricerca».

Il Ragioniere Generale di Stato Mario Canzio illustrando nel dettaglio lo studio ha dichiarato: «la Ragioneria Generale di Stato è lieta di aver messo a disposizione il modello multisettoriale IDEM (Italy Demographic Economic Model), particolarmente adatto al caso di Torino 2006. Queste Olimpiadi, secondo i dati stimati, avranno un grande impatto, soprattutto nelle costruzioni e nel turismo».

Tale studio conferma la tendenza degli ultimi decenni secondo la quale grandi eventi come i Giochi Olimpici, spesso accompagnati da investimenti significativi e flussi turistici rilevanti, abbiano effetti positivi sull’economia dell’intero paese che li ospita. Il modello IDEM permette di stimare la crescita del valore aggiunto e dell’occupazione indotta dalle spese per investimenti e consumi collegate alla realizzazione dell’evento olimpico.

Queste stime fanno seguito a due precedenti simulazioni, effettuate nel 2002 e nel 2003, con ambiti di riferimento più limitati e volte a fornire alcune valutazioni sugli effetti economici dei Giochi sull’economia piemontese. I risultati delle nuove simulazioni - che si riferiscono al periodo 2005–2009 – prendono, invece, in considerazione non solo le spese legate direttamente all’evento olimpico, ma anche l’insieme degli investimenti attivati dall’evento. L’ampliamento al 2009 del periodo di stima è motivato dall’esigenza di fornire una prima valutazione della “eredità olimpica”, un tema di grande attualità e sul quale le istituzioni locali piemontesi, il CONI e il Governo stanno lavorando.

Secondo i dati che emergono dalla ricerca, il budget destinato all’organizzazione dei Giochi - circa 1.1 miliardi di euro provenienti da risorse private – ha indotto ulteriori investimenti per un totale di 13 miliardi di euro. Tali investimenti produrranno, per l’economia italiana nel suo complesso, un valore aggiunto di 17,4 miliardi, concentrato per circa il 60% negli anni 2005 e 2006. Di conseguenza, i posti di lavoro creati in media all’anno saranno 57 mila, l’occupazione crescerà in media dello 0, 2% e il tasso di disoccupazione si ridurrà di due decimi di punto.

L’incremento del valore aggiunto è una buona approssimazione della variazione del PIL: per questa ragione il modello IDEM consente di stimare la crescita media annua del PIL nazionale nel periodo considerato. Tenendo conto del momento che attraversa l’economia nazionale, la ricaduta economica dei Giochi può essere considerata significativa: l’ incremento del PIL stimato è infatti dello 0,2% annuo.

«Sin dalla candidatura - ha detto il Presidente Castellani – abbiamo avuto l’intuizione che i Giochi sarebbero stati una grande opportunità non solo nelle due settimane di svolgimento dell’evento. I dati presentati oggi da questa ricerca lo dimostrano: ne sono molto soddisfatto e per questo ringrazio la Ragioneria Generale dello Stato, l’Unione Industriale, l’Università di Roma e la Confindustria».

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il