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Investire per battere l'inflazione a 2,5%. Consigli

Btp e Cct: i migliori strumenti su cui investire



I numeri della disoccupazione giovanile sono preoccupanti e l’inflazione sale: questa è la fotografia dell’Italia attuale che certo non fan ben sperare chi, dopo tanto studio, è animato da ambizione e passione e chi, abituato a osservare e gestirsi nel mercato altalenante dell’economia, non sa più dove volgere lo sguardo per assicurarsi investimenti sicuri.

Su cosa conviene, dunque, puntare oggi? Meglio rivolgersi ai Btp a tre anni e ai Cct, unici strumenti in grado di rincorrere la crescita dei prezzi.

L’inflazione ha continuato a salire anche ad aprile, ma per il momento, i risparmiatori possono rivolgersi a queste ‘ancore’ di salvataggio che, a fronte di un tasso di crescita del costo della vita che il mese scorso, secondo gli ultimi dati di Eurostat, ha toccato in Italia il 2,6% e in Europa il 2,8%, contro il 2,5% e il 2,7% del mese precedente, i rendimenti di Btp a tre anni e, dai prossimi mesi di Cct, si collocano al di sopra di questa soglia.

Se, infatti, il buon andamento dei Btp è evidente, in prospettiva anche i Cct, titoli a tasso variabile del Tesoro italiano agganciati all’euribor a sei mesi e maggiorati di uno spread, oggi fermi su un rendimento netto di circa il 2,4-2,5%, dovrebbero riuscire ad agganciare il costo della vita e questo avverrà non appena i tassi di breve termine, gli euribor, arriveranno agli stessi livelli o in prossimità del tasso di inflazione, così come vuole la nuova politica monetaria inaugurata il mese scorso dalla Bce che ha spinto il tasso di riferimento dall’1% all’1,25%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il