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Aruba class action dopo incendio. Parere avvocati e utenti

Possibile avviare una class action contro Aruba?



Venerdì 29 aprile il web italiano è praticamente andato in tilt. Aruba, la società leader in Italia per l'hosting, si è fermata a causa di un incendio, spiegando che era nato a causa di un corto circuito avvenuto all'interno degli armadi batterie a servizio dei sistemi UPS della Server Farm aretina.

Aruba è un'azienda che vanta la sua posizione di leadership di mercato essendo numero uno in Italia per numero di siti in Hosting e per numero di domini registrati con circa 1.650.000 domini registrati e mantenuti, 1.250.000 Siti attivi in Hosting, 5.000.000 caselle e-mail gestite, 5.000 server gestiti, 1.650.000 clienti.

Ma alcune associazioni di consumatori pensano di avviare una class action contro Aruba, a partire dall'ADOC per arrivare al Codacons, che ha informato anche che chi intende partecipare alla class action può collegarsi al blog del presidente Codacons www.carlorienzi.it e fornire una pre-adesione illustrando i danni subiti.

Ma se una parte dei consumatori è favorevole ad una class action per i danni subiti, un'altra parte non è d'accordo a porsi contro Aruba, che nel frattempo fa sapere che tutti i server sono di nuovo alimentati da energia protetta.

Nel comunicato stampa, la società leader dello hosting in Italia, ha spiegato di aver deciso di trasferire la sezione Ups fuori della server farm principale di Arezzo e alle altre legate al Gruppo per evitare possibili incidenti di questo tipo.

Ma se poche ore di blackout non sono niente per un piccolo utente privato, possono rappresentare un grosso problema per alcune aziende o ente pubblico, per cui anche un’ora di ritardo può compromettere intere operazioni e anni di lavoro, causando danni anche irreparabili.

Il contratto prevede la possibilità che Aruba risponda dei danni solo per cause ad essa imputabili o, se pur sottratte alla propria volontà, quando potevano essere evitate usando l’ordinaria diligenza (criterio della colpa) e l'ipotesi incendio può rientrare nella forza maggiore, causa che esclude la responsabilità del server. L’articolo 17 precisa che tale esonero di responsabilità vale solo se la causa (l'incendio) non sia  imputabile ad Aruba, cioè quando essa non poteva essere altrimenti evitata.

Bisognerebbe, dunque, verificare se l’incendio si sia verificato per una ragione per la quale Aruba avesse una sia pur minima colpa. Non ci sarebbero, dunque, le basi per dare il via ad una class action, e secondo quanto spiega l’avvocato Angelo Greco, è necessario un accurato supporto probatorio e l'ausilio di un consulente tecnico d'ufficio, che si traduce in anni di processo e avvocati.

Non ci sono possibilità neanche di un risarcimento perchè non previsto nei contratti base di nessun provider italiano e il servizio di uptiming è garantito di solito intorno a percentuali annue ( calcolate sulle ore in un anno ) del 99% e, dunque, per problemi di 12 ore non vi è assolutamente previsto nessun risarcimemento.

L'unica soluzione, che però pochi siti italiani si possono permettere, è avere un servizio di ridondanza di banda che quando va giù una linea, permette al sito di rimanere online con la connessione secondaria che si trova presso un'altra server farm.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il