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Affitti in nero cosa si rischia con cedolare secca

Rischi e sanzioni di affittuari che non dichiarano contratti regolari



Con l’entrata in vigore, lo scorso 7 luglio, della cedolare secca, sembra esser diventato ormai impossibile nascondere al Fisco un affitto di mille euro e se qualche furbetto dovesse riuscirci potrebbe costargli molto caro.

Sanzioni previste anche per gli affittuari che in questi anni non hanno registrato fedelmente i contratti e non hanno scritto nella dichiarazione dei redditi tutto o parte del canone ricevuto dai propri inquilini.

Se si prende l’esempio di un proprietario di un appartamento che dichiara 20mila euro di reddito all'anno ma non dichiara i 12mila euro che riceve dall'inquilino e non registra il contratto di locazione, il suddetto contribuente ha sottratto al fisco 3.240 euro di Irpef all'anno, cioè il 27% dei 12mila euro di canone.

Una volta scoperto, oltre all'imposta arretrata (12.960 euro per i quattro anni del contratto) e alla sanzione (fino a 31.104 euro), rischia di essere anche soggetto ad un taglio dell'affitto del 76% (la sua rendita catastale, tratta dai dati reali di una grande città, è 933 euro), che nei quattro anni successivi costerebbe al proprietario quasi 27mila euro di mancati introiti, per un totale della sanzione di 70.928 euro.

Per evitare di incappare in queste sanzioni, sarebbe bene, dunque, registrare il contratto di locazione in maniera regolare entro il 6 giugno, termine fissato dal decreto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il