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Credito di imposta per nuove assunzioni al Sud: le novità del Decreto Sviluppo 2011

Le novità del Decreto Sviluppo 2011: giovedì in CdM



Arriverà in Consiglio dei ministri giovedì prossimo il decreto sviluppo. Tante le novità in esso contenute, dal credito d'imposta per le imprese che assumono al Sud lavoratori svantaggiati, ulteriori paletti per chi è sottoposto a controlli fiscali e meno comunicazioni con il Fisco (tipo quella annuale per le detrazioni), a mutui variabili fino a 150mila euro che potranno essere rinegoziati. Il decreto riguarda, dunque, molti settori, a partire dal credito d'imposta per le assunzioni nel Sud.

Le imprese che assumeranno lavoratori svantaggiati nel Mezzogiorno potranno, infatti, contare su un credito di imposta. La misura riguarderebbe assunzioni a tempo determinato.

C’è poi il credito d'imposta per le aziende che investono in ricerca negli atenei, confermato anche il credito di imposta per le aziende che investono in ricerca nelle università. Sale, inoltre, da 500mila euro a un milione di euro la soglia per gli appalti di lavori pubblici senza bando di gara, con l'obbligo però di consultare dieci imprese, per cu gli appalti potranno così essere affidati con procedure negoziate.

Per rilanciare il piano casa sarebbe confermato il meccanismo del silenzio-assenso e semplificazioni sono in vista per la Scia: la Segnalazione certificata di inizio attività.

Il decreto prevede, inoltre, il rilascio della carta d'identità elettronica senza limite di età, che avrà una validità di 3 anni per i minori e di 10 anni per i maggiorenni, via libera ai distretti turistico-alberghieri che godranno di burocrazia zero, con l’obiettivo di riqualificare l'offerta turistica e viene eliminata l’obbligatorietà della comunicazione annuale dei dati per le detrazioni fiscali per i familiari a carico per dipendenti e pensionati.

Per quanto riguarda i mutui fino a 150 mila euro, la rinegoziazione potrà essere richiesta fino al 30 aprile dell'anno prossimo ma solo se chi la chiede ha un Isee (Indicatore situazione economica equivalente) sotto i 30.000 euro e non abbia ritardi nei pagamenti. Stop, infine, alla scheda carburante per chi pagherà il pieno con carta di credito o bancomat.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il