Mutui a tasso variabile fino a 150mila: rinegoziare le condizioni. Novità Decreto Sviluppo

Mutui variabili rinegoziabili: cosa prevede il nuovo decreto sviluppo



Una delle novità del decreto sviluppo, che arriverà in Consiglio dei ministri giovedì prossimo, riguarda la rinegoziazione dei mutui variabili. Secondo quanto stabilito, i mutui variabili fino a 150mila euro potranno essere rinegoziati e la rinegoziazione potrà essere chiesta fino al 30 aprile dell'anno prossimo ma solo se chi la chiede ha un Isee (Indicatore situazione economica equivalente) sotto i 30mila euro e non abbia mai registrato ritardi nei pagamenti.

Questa misura ha lo scopo di sostenere chi, avendo un basso reddito fisso, possa essere in difficoltà a causa del rialzo dei tassi che si sta registrando da quando la Bce ha deciso di ritoccare il tasso di riferimento portandolo dall1 % all'1,25%. Per molti esperti questa mossa rappresenta il preludio ad una fase di aumento dei tassi potrebbe arrivare anche intorno all'1,75%. 

E considerando che la maggior parte dei mutui accessi è a tasso variabile, è facile aspettarsi una vera e propria crisi, eccezion fatta per tutti coloro che, ovviamente, godono di un reddito alto e a cui il rialzo delle rate da pagare non preoccupa affatto.

Per quanto riguarda poi la revisione del tasso di usura, da tempo le banche sollecitano ad una riforma per allinearsi con altri Paesi europei. La revisione del meccanismo, stabilito da una legge varata quando i tassi in Italia erano molto alti, prevederebbe una riduzione da 150 a 125 punti base del ricarico sui tassi effettivi globali medi (tegm) rilevati trimestralmente da Bankitalia, cui aggiungere altri quattro punti percentuali. 

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di Marianna Quatraro pubblicato il