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Decreto sviluppo 2011: novità fisco per professionisti e aziende. Cosa cambia

Le novità del Decreto sviluppo 2011: oggi in CdM



Semplificazione e investimenti: sembrano essere questi i pilastri su cui si fonda il nuovo Decreto Sviluppo 2011, che approda oggi in Consiglio dei Ministri. Burocrazia più semplice e veloce per imprese e cittadini, rilancio del piano casa, bonus per le imprese che investono in ricerca e creano nuova occupazione al Sud, possibilità di rinegoziare i mutui variabili per le famiglie in difficoltà, soglia del tasso di interesse usuraio più alto, e ancora, previsti investimenti in progetti di ricerca dell’università: queste le misure principali contenute nel decreto sviluppo 2011.

Le novità più importanti riguardano la semplificazione fiscale, il rilancio delle opere pubbliche e dell'edilizia privata, le assunzioni al Sud (il credito d'imposta riconosciuto a chi assumerà lavoratori a tempo indeterminato nei 12 mesi successivi all'entrata in vigore del Dl sviluppo, sarà pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all'assunzione di lavoratori svantaggiati) e le norme per incentivare gli investimenti in progetti di ricerca delle università.

Per il 2011 e il 2012, dovrebbe essere, infatti, previsto un credito d'imposta del 90% alle imprese che finanziano progetti di ricerca in Università, enti pubblici di ricerca e altri soggetti che saranno individuati dall'Istruzione e dall'Economia. L'incentivo sarà pari al 90% della spesa incrementale rispetto alla media degli investimenti effettuati nel triennio 2008-2010 e sarà spendibile in compensazione, con esclusione dei contributi.

L’intero investimento sostenuto dall'impresa sarà fiscalmente deducibile. Confermati, per quanto riguarda la semplificazione degli adempimenti burocratici per le imprese, i tagli agli obblighi comunicativi come la razionalizzazione dei controlli e l'ulteriore trasparenza sugli atti amministrativi.

Il nuovo decreto fa slittare l'esecutività immediata dell'accertamento fiscale che avrebbe dovuto prendere il via dal primo luglio. In base al nuovo decreto, infatti, i contribuenti potranno chiedere una sospensione di 60 giorni alla Commissione tributaria, guadagnando anche una sorta di corsia preferenziale per il giudizio di merito.

Eliminata, inoltre, la sanzione amministrativa del 30% sui versamenti omessi, ritardati o incompleti dovuti al fisco in seguito agli accertamenti, mentre per le imprese è previsto un aumento della soglia di fatturato per l'accesso alla contabilità semplificata, che dovrebbe passare dai circa 300 ai 400-500 mila euro per le imprese dei servizi e dai 500 ai 600-700 mila euro per le manifatture.

Ultima novità, le imprese straniere che si stabiliscono in Italia potranno scegliere di essere tassate secondo il regime fiscale europeo più convenietnte e a in modo permanente. Per quanto riguarda più da vicino i professionisti, saranno esclusi dallo spesometro i pagamenti con carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari e sarà soppresso l'obbligo di compilazione per chi paga con moneta elettronica presso i distributori di carburanti.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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