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Decreto rinnovabili 2011: azioni legali collettive da aziende con Sos Rinnovabili

Malcontento per il nuovo decreto rinnovabili: partono le azioni legali



Ieri finalmente ha visto la luce, definitiva, il nuovo decreto sulle rinnovabili 2011, di cui da tanto si discuteva e che doveva già essere licenziato a fine aprile, slittato poi per tensioni nate fra i ministri dello Sviluppo economico Paolo Romani e dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Oggetto della ‘disputa’ era il nodo della certezza dell'investimento legata all'allaccio sulla rete, problema risolto prevedendo un indennizzo in caso di ritardo di allaccio entro 30 giorni. Il decreto è stato accolto con non poche critiche. Fabrizio Vigni, presidente nazionale ecologisti democratici, ha, per esempio, spiegato che “Il decreto sul nuovo conto energia per il fotovoltaico è un colpo duro per le energie rinnovabili” e che “Il governo non ha dato ascolto alle preoccupazioni di migliaia di imprese ed operatori, né ha tenuto conto del parere delle regioni e delle indicazioni del parlamento” e così partono le prime azioni legali.

Centocinquanta aziende hanno, infatti, affidato a Sos Rinnovabili il compito di avviare un'azione legale collettiva contro il decreto Romani e il IV Conto Energia.

Il primo ricorso verrà presentato alla Corte di Giustizia Ue, perché il decreto del 3 marzo scorso, così come il Commissario all'energia Oettinger ha sottolineato, non recepisce la direttiva europea che prevede lo sviluppo delle rinnovabili, ma ne limita la crescita, mentre la seconda azione sarà avviata nei confronti del Tar, con la possibilità che arrivi davanti alla Corte costituzionale, perché il provvedimento danneggia le aziende che, pur avendo rispettato le norme di legge vigenti, avranno un diverso trattamento a livello di tariffe incentivanti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il