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Spiagge privatizzate con decreto sviluppo: è polemica.

Polemica l'opposizione, WWF e Legambiente sulla novità spiagge



Il Decreto Sviluppo 2011, approvato giovedì in Consiglio dei Ministri, contiene molte novità, alcune delle quali non hanno mancato di suscitare polemiche. Tra queste ‘il diritto di superficie’.

Questa misura prevede che gli imprenditori che possiedono stabilimenti balneari, chioschi, strutture ricettive, dietro pagamento di somme di denaro, avranno in concessione le spiagge per 90 anni.

Obiettivo di questo provvedimento è quello di far fruttare gli oltre 7400 km di coste italiane e rendere più efficiente il settore turistico. Gli imprenditori dovranno essere in regola con il fisco e la previdenza e dovranno rispettare i vincoli di urbanistica, ambiente ed edilizia, inoltre il decreto prevede la possibilità di edificare nuove strutture e abbattere quelle preesistenti.

Tradotto in termini pratici, questa novità farà si che sulla carta le spiagge restino pubbliche, trasformandosi di fatto in patrimonio costiero ai privati per 90 anni, cioè in un servizio privatizzato.

La Federazione italiana imprese balneari giudica il provvedimento una ‘positiva novità da registrare con grande interesse’, mentre le associazioni ambientaliste che lo considerano illogico e anacronistico, a vantaggio di pochi e ricchi imprenditori e a scapito dei cittadini, sono sul piede di guerra.

Polemica l'opposizione: “In nessun paese d'Europa e del mondo si è arrivati ad una simile gestione del demanio marittimo”. Il WWF ritiene “gesto irresponsabile cedere le spiagge a imprenditori che per anni hanno speculato sui beni demaniali con guadagni enormi a fronte dei quali lo Stato riceveva cifre irrisorie”.

Critica Legambiente. “Un decreto sottosviluppo con all'interno un piano casa e la privatizzazione spiagge: un regalo senza precedenti a mafiosi, abusivi e speculatori. Mai avremmo potuto immaginare di raggiungere un punto così basso. Il Belpaese smembrato e devastato dal cemento, in mano alla criminalità e agli speculatori con l'avallo del governo”, così Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell’associazione ambientalista. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il