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ARM nei nuovi computer e notebook Apple. Sfida ad Intel

Apple sfida Intel. Il futuro si chiama ARM?



Apple sfida Intel e questa volta la partita si gioca tutta in campo CPU. Secondo IDC nel 2015 i processori basati su archittetura ARM conquisteranno il 13% del mercato PC, previsione che deriva dai risultati del mercato dei microprocessori del primo trimestre dell'anno.

In questo arco di tempo, infatti, le vendite di microprocessori per PC sono cresciute sia rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso (+1,6%) sia rispetto all'anno passato (+7,4%) e le stime per l'intero 2011 indicano una crescita delle vendite del 10,3% e un fatturato complessivo di circa 43 miliardi, superiore del 17,6% rispetto al 2010.

Secondo l'analista di IDC Shane Rau, nel primo trimestre, Intel e AMD sono entrambe cresciute come numero di unità vendute rispetto al quarto trimestre, il che indica la buona qualità delle loro nuove piattaforme, ma in generale la quota di mercato complessiva delle varie aziende è rimasta stabile rispetto al quarto trimestre del 2010. Intel ha l'80,8%, AMD il 18,9% e VIA lo 0,2%.

Nel segmento delle CPU per portatili, Intel ha raggiunto una quota di mercato dell'86,3%, guadagnando lo 0,2%. AMD si è attestata al 13,4%, in perdita dello 0,1%, mentre VIA ha ottenuto lo 0,3%. La novità di questo anno si chiamerà Apple, che dopo esser diventata regina incontrastata del mondo mobile con iPhone e iPad soprattutto, potrebbe ora abbandonare Intel e passare a microprocessori basati su chip ARM.

Il connubio Apple-ARM non sarebbe una novità, perchè la società di Cupertino investe già da tempo nello sviluppo di CPU basate su questa architettura e i risultati più importanti sono arrivati con il rilascio dei processori A4 ed A5, alla base di diversi dispositivi mobile con iOS.

Proprio quest’ultimo processore, cuore del nuovo iPad 2, rappresenta una prima bozza di dual-core in stile ARM e potrebbe rappresentare un anticipo dei piani futuri della casa della Mela.

Il passaggio ad ARM non avverà in maniera drastica ma in modo graduale, perché l’adozione di una nuova architettura significherebbe per gli sviluppatori la necessità di ricompilare tutte le proprie applicazioni per renderle compatibili con le nuove istruzioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il