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Pagamenti tracciati e obbligo comunicazione nello spesometro: importi, date, novità e regole

Le novità sugli accertamenti dello spesometro



Serve per accertare spese fiscali, è il nuovo sistema di controllo dell’Agenzia delle Entrate contro l’evasione fiscale e che mette sotto la lente di ingrandimento i pagamenti che supereranno una certa soglia: è lo spesometro che controlla in automatico la capacità contributiva degli italiani alla ricerca di furbetti.

Lo spesometro altro non è che un sistema informatico che consente al fisco di controllare le spese effettuate dai singoli cittadini e attivare gli accertamenti fiscali sui potenziali evasori.

Lo spesometro prevede che gli operatori economici trasmettino al fisco i dati dei propri clienti che hanno effettuato degli acquisti pari o superiori ad una determinata cifra, che si aggira sui 3000 per operazioni con Iva e 3600 per operazioni verso clienti finali.

Tradotto in termini pratici, più sono i consumi di un determinato contribuente, maggiore deve essere il suo reddito per poterli sostenere. Per quanto riguarda i privati, la comunicazione dovrà essere inviata nell’anno 2012 in relazione alle transazioni effettuate nel 2011, di conseguenza gli effetti del provvedimento saranno attivi da subito.

Devono essere comunicate non solo fatture ma ogni documento collegato ad operazioni economiche effettuate, anche semplici scontrini e ricevute fiscali. Il nuovo decreto sviluppo 2011, appena approvato, prevede ora una semplificazione, perchè ha escluso la comunicazione da parte degli operatori economici delle operazioni che vengono regolate con pagamenti tracciati.

La semplificazione contenuta nel decreto riguarda tutti gli operatori economici (soggetti passivi Iva), anche se la sua portata non copre assegni e bonifici bancari. La novità prevede che per semplificare l'effettuazione delle comunicazioni Iva previste per le transazioni superiori a 3.000 euro l'esclusione dall'obbligo di segnalazione di tutte le operazioni realizzate da soggetti passivi Iva nei confronti di privati, nel caso in cui le stesse siano regolate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione.

Entrando più nello specifico, la semplificazione riguarda tutti i soggetti passivi Iva, obbligati o meno all'emissione della fattura; le operazioni B2C (business to consumer) cioè tutte le transazioni che avvengono verso soggetti non passivi Iva; e le operazioni che vengono regolate con strumenti bancari tracciabili, ma limitatamente a carte di credito, di debito e prepagate.

Scatta dal primo luglio l’obbligo di comunicazione dello spesometro che si estende a tutti i soggetti passivi Iva, anche a coloro che non sono obbligati all'emissione della fattura e da questa data anche i commercianti al dettaglio che certificano i corrispettivi con scontrini e ricevute fiscali quando effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizio di importo superiore a 3.600 euro sono soggetti allo specifico obbligo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il