Passare al mutuo fisso dal variabile conviene solo se tassi salgono del 2% nel 2011

Fisso o variabile? Il migliore mutuo da scegliere



Scegliere oggi la tipologia di mutuo da accedere sembra diventata un’impresa più ‘ardua’ del previsto, a causa dell’andamento altalenante più che mai dei tassi e dei rialzi applicati dalla Bce che hanno creato non poco scompiglio. Soprattutto per coloro che hanno da poco acceso un mutuo a tasso variabile o che erano in procinto di farlo, giacchè si devono fare i conti con rate più alte.

Eppure, nonostante questi rialzi, molti analisti sono concordi sulla convenienza, ancora, del variabile rispetto al fisso. MutuiOnline da un’indagine condotta ha mostrato come un finanziamento fisso a 20 anni ha un tasso nominale medio del 5,09%, che per un mutuo da 100mila euro si traduce in una rata da 665 euro al mese.

Un finanziamento variabile per il medesimo importo ha un tasso medio del 2,55% e un costo di 532 euro, con un risparmio iniziale di 133 euro. Stesso scenario se si considerano i finanziamenti a 30 anni: i fissi sono quotati in media al 5,14% con rata da 546 euro, i variabili costano il 2,69% con esborso mensile limitato a 405 e un risparmio immediato di 141. Ciò significa che la convenienza di passare al fisso si avrebbe solo se i tassi raggiungessero quota 2%.

Continuano invece a non entusiasmare particolarmente i mutui con il cap, considerando che il tetto ormai si è alzato nella grande maggioranza dei casi al 5,7%. Per quanto riguarda il futuro, secondo le stime, anche considerando un aumento del costo del denaro, sembra che la scelta del variabile possa continuare ad essere inevitabile.

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di Marianna Quatraro pubblicato il