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Digital Divide e Ngn secondo Romani. Molti dubbi

Italia fanalino di coda nel digital divide. Ma il ministro Romani rassicura



Italia fanalino di coda nel digital divide: secondo molti report europei il Belpaese si posiziona molto indietro per quanto riguarda lo sviluppo la adsl, mentre per quanto riguarda la Ng (la nuova infrastruttura di rete) è da tre anni che si parla anche di finanziamenti dello stato, che alla fine non arrivano mai.

Ma, nonostante un diffuso scetticismo, si moltiplicano i segnali positivi per l'evoluzione tecnologica dell'Italia e la riduzione del digital divide. Dopo le statistiche dei giorni scorsi che misuravano un forte incremento della presenza degli italiani sul web, il Ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, riporta dati incoraggianti, dicendo che in un anno e mezzo il numero degli utenti esclusi dalla Banda Larga è sceso di circa il 30%, passando da 7,8 a 5 milioni.

Si tratta di numeri in netto contrasto con i dossier in possesso dell'UE e che dipingono l'Italia come un Paese arretrato. Il Ministro nega, inoltre, che ci sia un divario fra Nord e Sud, sottolineando che le aree non raggiunte dalla Banda Larga sono disposte su tutta la penisola e dove non arriva la fibra ottica, si sopperisce con le reti cellulari.

Per questo, il ministro Romani ha puntato tutto sulle reti NGM di futura generazione per superare il problema del digital divide. NGM è acronimo di next generation network, cioè rete di prossima generazione sempre più veloce, sicura e performante, ma perché questo progetto si realizzi sarà necessario un profondo investimento statale e degli operatori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il