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Il Web sta cambiando il mondo: Obama e il piano Usa per pace e prosperità in Medioriente

Il web secondo Obama: coma sta cambiando il mondo



“La televisione satellitare e internet forniscono una finestra sul mondo, un mondo che fa progressi incredibili in luoghi come l'India, l'Indonesia e il Brasile”: così il presidente americano Barack Obama ha parlato del cambiamento che il mondo sta vivendo, un nuovo mondo in cui la tecnologia sta assumendo ormai un ruolo chiave nello sviluppo della democrazia e esempio ne sono, secondo il presidente americano, telefoni cellulari e reti sociali che permettono ai giovani di collegarsi, che danno voce ad una nuova generazione che vuole il cambiamento e che ribadisce che esso non può essere evitato.

Del resto, l’attenzione di Obama per il web si era già ampiamente compreso quando alla sua prima candidatura aveva scelto di affidare la propria campagna elettorale e crearsi un mondo proprio su Internet e sui social network. Così  Obama ha ribadito il ruolo centrale che il web ha avuto ponendosi come finestra sui cambiamenti straordinari in MediOriente e in Nord Africa ed è proprio da quei Paesi che riparte il piano Usa di pace e prosperità di Obama.

Si, perché il futuro degli Usa è strettamente legato a ciò che sta accadendo in Medio Oriente e nei paesi nordafricani e per questo Obama annuncia aiuti economici, innanzitutto dicendo di aver avanzato la richiesta a Fmi e Banca mondiale di presentare un piano di aiuti per Egitto (a cui gli Washington annullerà un miliardo di dollari di debito) e Tunisia che verrà presentato la settimana prossima al G8 di Deauville.

Alle iniziative di sostegno prenderà parte anche l'Opec con fondi imprenditoriali di investimento nei due Paesi. Ma Obama è costretto ad incassare anche un secco no da Netanyahu sul ritorno di Israele ai confini del 1967 e da Hamas sul riconoscimento dello Stato di Israele, ma ribadisce: “Continueremo a insistere sul fatto che gli iraniani meritano i diritti universali e il governo non può soffocare le loro aspirazioni”, ammonisce anche governo yemenita, “Il presidente Ali Abdallah Saleh deve rispettare gli impegni presi per la transizione al potere”, e poi si rivolge alla Siria e al regime che continua a reprimere nel sangue le proteste: “Stop alle violenze e agli abusi. Assad deve scegliere: o guidare una transizione democratica o lasciare il potere”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il