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Crisi Grecia: rischio fallimento? Italia rating negativo da stabile. Motivi

Grecia a rischio. E l'Italia?



La Grecia a rischio crac, il rating continua a scendere e Fitch ha abbassato la BB+ del debito greco a lungo termine di ben tre gradini portandola alla B+, stesso livello della B1 di Moody's ma ancora un gradino al di sopra della B di Standard & Poor's deciso lo scorso 9 maggio.

Inoltre, Fitch ha accompagnato il nuovo voto con il rating watch negative, minaccia di un ulteriore declassamento. Il declassamento di Fitch ha rabbuiato ancor più il mercato, già di umore nero per l'accelerazione impressa dai politici europei alle probabilità di default e ristrutturazione del debito greco.

Lo spread tra i titoli di stato greci e tedeschi a dieci anni ha toccato un nuovo record, portandosi a quota 13.654 centesimi di punto percentuale (13,654%) ed è sulle scadenze brevi che si concentra il rischio di default: i bond greci a due anni ieri rendevano il 24,98% contro l'1,8% degli Schatz tedeschi, con uno spread stellare di oltre 23.000 centesimi. 

Il costo dei credit default swap sulla Grecia, in base a Cma-data, è salito da 1.460 centesimi a 1.480, con rating implicito di CC+ e una probabilità di default del 67,2%. Il rischio default della Grecia è stato ribadito anche dal ministro delle Finanze francese, Christine che ha spiegato che i ministri finanziari europei hanno espresso forti dubbi riguardo ai lenti progressi compiuti da Atene nel processo di risanamento finanziario.

Lagarde ha sottolineato in particolare come la Grecia stia portando avanti troppo lentamente il programma di privatizzazioni e, al tempo stesso, ha escluso l'ipotesi di una ristrutturazione o riscadenzamento del debito greco ma anche chiarito che non si è mai pensato ad un’uscita della Grecia dall'euro.

Per il governo di Atene intanto la decisione di Fitch di tagliare il rating della Grecia è influenzata dai rumors di stampa e non tiene conto del rinnovato impegno del governo greco nel portare avanti il piano di riduzione del deficit e quello sulle privatizzazioni.

In allarme anche l’Italia: secondo Standard & Poor's il Bel Paese rischia grosso e si muove sull'orlo del rating più elevato dal pool di Paesi a rating B. L'Italia potrebbe dunque diventare come la Grecia o il Portogallo o seguire le sorti della Spagna, dove una disoccupazione alle stelle ed una crescita molto modesta sembrano aver travolto il Governo Zapatero. Così l'agenzia conferma un rating A+ per il lungo termine, anche se l'outlook peggiora a negativo, a causa della debolezza della crescita, del debito ancora troppo elevato e dell'incertezza sulle riforme.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il