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Detrazione mutuo Unico 2011 e 730: istruzioni e novità per accollo

Nel compilazione dei modelli Unico 2011 e 730, nel quadro riservato alle agevolazioni si trova la detrazione Irpef e la possibilità di detrazione degli interessi passivi e non solo pagati per mutui.



Nel compilazione dei modelli Unico 2011 e 730, nel quadro riservato alle agevolazioni si trova la detrazione Irpef che permette al contribuente di recuperare dall'imposta (lorda), in sede di dichiarazione dei redditi, il 19% degli interessi passivi, e degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione pagati per mutui ipotecari stipulati per acquistare l'abitazione principale.

La detrazione va calcolata su un importo massimo di 4mila euro e in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, questo limite va riferito all'ammontare complessivo sostenuto. Questo limite va ricalcolato se il mutuo eccede il costo sostenuto per acquistare l'immobile.

In questo caso, infatti, possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre il costo (aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all'acquisto). Per determinare la parte di interessi da detrarre può essere usata la formula: costo di acquisizione dell'immobile per interessi pagati/capitale dato in mutuo, in caso di mutuo intestato a più soggetti, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi.

Per quanto riguarda poi i casi di accollo interno, senza cioè modifica del contratto di mutuo con l'ente erogante, l'acquirente può detrarre gli interessi passivi pagati alle ordinarie condizioni di legge purché l'accollo risulti da atto o da scrittura privata autenticata e purché le quietanze di pagamento delle rate di mutuo siano integrate dall'attestazione che l'intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario.

Questo accade, per esempio, nel caso di coniugi comproprietari di un immobile a uso abitativo per il cui acquisto avevano acceso un mutuo ipotecario cointestato, che arrivano a una separazione consensuale, omologata dal giudice, con cui si accordano, tra l'altro, a trasferire a uno dei due l'intera proprietà dell'immobile e il residuo finanziamento; con il trasferimento a un coniuge dopo la separazione consensuale, dell'unità immobiliare e della relativa pertinenza di proprietà dell'altro coniuge e del mutuo ipotecario acceso da quest'ultimo per il relativo acquisto.

Anche in caso di mutui misti, acquisto dell'abitazione principale e relativa ristrutturazione, la destinazione del finanziamento può risultare da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

In caso di decesso dell'intestatario di un mutuo contratto per acquistare l'abitazione principale, gli eredi (tra cui l'altro coniuge) possono fruire della detrazione degli interessi passivi pagati anche nel periodo che precede la regolarizzazione del contratto di mutuo tra gli stessi e la banca.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il